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Arriva in Veneto “Diamo voce al futuro”, la campagna di sensibilizzazione sui tumori ematologici

Janssen Oncology e AIL – Associazione italiana contro leucemie-linfomi e mieloma – tornano a raccontare i successi della ricerca scientifica, i progressi clinici e le esperienze di chi lotta contro i tumori del sangue

Arriva in Veneto, in occasione del mese di sensibilizzazione sui tumori ematologici, la seconda edizione della campagna di sensibilizzazione “Diamo voce al futuro”, promossa da Janssen Oncology e patrocinata da AIL- Associazione italiana contro leucemie-linfomi e mieloma. I tumori ematologici, tra cui leucemie, linfomi e mielomi, rappresentano quasi l’8% di tutti i tumori maligni e secondo le stime del 2021, riferite al 2020, sono stati responsabili di circa 29.000 nuovi casi nel nostro Paese. Secondo i dati più recenti raccolti dal registro tumori della Regione Veneto, relativi al 2018, i tumori ematologici colpiscono circa 2.400 persone all’anno.

Tra i tumori del sangue, le leucemie sono sicuramente quelle più conosciute. In Italia, nel 2020 erano attese circa 8.000 nuove diagnosi di leucemia, di cui 4.700 uomini e 3.200 donne. Meno noti sono linfomi e mielomi. I primi sono suddivisi in due gruppi: linfoma di Hodgkin, la forma più rara che colpisce ogni anno circa 4 persone ogni 100.000 abitanti e nel 2020 erano attese circa 2.150 nuove diagnosi, di cui 1.220 uomini e 930 donne; linfomi non Hodgkin, uno dei primi 10 tumori per frequenza in Italia in uguale misura per uomini e donne, con 13.200 nuovi casi attesi nel 2020. Per quanto riguarda i mielomi, infine, nel 2020 erano stimati 3.019 nuovi casi negli uomini e 2.740 nelle donne.

In particolare, i mielomi e le malattie linfoproliferative rappresentano l’1,7 per cento di tutte le neoplasie in Veneto. Solo nel 2018 si sono registrati 560 casi nella regione, con un’incidenza maggiore in individui di sesso maschile al di sopra dei 70 anni.

L’edizione 2022 della campagna si pone come obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui tumori del sangue e portare alla luce le sfide di coloro che ogni giorno devono lottare contro queste malattie: dai clinici, ricercatori, pazienti ai caregiver, con una nuova attenzione ai tumori ematologici rari, tra cui l’amiloidosi da catene leggere e la macroglobulinemia di Waldenström, il mieloma multiplo e le opzioni di trattamento.

Il mieloma multiplo è un tumore del sangue che ha origine nel midollo osseo ed è causato dalla proliferazione senza controllo delle plasmacellule. Se in un soggetto sano, le plasmacellule rappresentano meno del 5 % delle cellule presenti nel midollo osseo, nelle persone con mieloma multiplo queste rappresentano la maggior parte degli elementi midollari. Si tratta di una malattia che colpisce principalmente l’anziano: parliamo infatti di un’età media di incidenza di circa 65 anni. I sintomi risultano aspecifici, come il dolore osseo, soprattutto a livello della schiena, bacino, costato e ossa lunghe (come femore e omero). Per questo, molto spesso la malattia è di riscontro occasionale a seguito di esami eseguiti per altri motivi” dichiara il Professore Associato Renato Zambello, Dipartimento di Medicina (DIMED) Azienda Ospedale-Università di Padova. “Per quanto riguarda le terapie, sia i pazienti di nuova diagnosi, candidabili o non candidabili al trapianto di cellule staminali, sia i pazienti con malattia ricaduta/refrattaria hanno ora a disposizione opzioni di trattamento, come gli anticorpi monoclonali, che contribuiscono in maniera significativa a controllare la malattia e migliorare la loro qualità di vita dei pazienti“.  

A sottolineare l’importanza della collaborazione tra gli attori coinvolti l’intervento di Francesca Venturini, Direttore UOC Farmacia Azienda Ospedale-Università di Padova:”La collaborazione fra i diversi attori coinvolti risulta fondamentale nella gestione di terapie complesse come i tumori del sangue. Il sistema di accesso alle nuove terapie implementato in Veneto è improntato sulla rapidità e sulla multidisciplinarietà, quest’ultima anche in fase di gestione del malato presso le strutture sanitarie specialistiche come la nostra.”

Al centro della campagna ci sono ancora una volta i racconti di coloro che sono in prima linea nella lotta ai tumori ematologici, attraverso i podcast in onda sul portale informativo lmcome.it, sulle relative pagine Facebook e Instagram e sui canali YouTube e Spotify. Le puntate, articolate in due serie e che si aggiungono alle tre dell’edizione precedente, fanno emergere il punto di vista della scienza e della ricerca e dei pazienti.

“L’Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma – afferma Marco Eugenio Brusutti, Presidente sezione AIL di Padova da oltre 50 anni è al fianco dei pazienti ematologici e delle loro famiglie con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica, l’assistenza e sensibilizzare l’opinione pubblica contro i tumori del sangue. L’obiettivo di AIL è affiancare i pazienti ematologici durante il lungo e complesso percorso di cura contribuendo al miglioramento della loro qualità di vita, anche attraverso l’erogazione di Servizi di assistenza gratuiti come, ad esempio, le Case di Accoglienza, le Cure Domiciliari, gli Ambulatori di psico-oncologia ematologica”.

“Janssen Oncology, oltre al suo impegno nella ricerca scientifica per lo sviluppo di farmaci innovativi, vuole essere al fianco dei pazienti e dei loro caregiver in modo concreto anche attraverso attività di sensibilizzazione e supporto. Per questo e per far conoscere a un pubblico più vasto le malattie ematologiche, abbiamo rinnovato il nostro impegno, insieme a un partner autorevole come AIL, per la campagna ‘Diamo Voce al Futuro’ con cui vogliamo raccontare le storie di chi ogni giorno lotta contro queste patologie”, dice Danilo Arienti, Therapeutic Area Hematology Medical Manager Janssen Italia “Le serie di podcast della campagna sono ospitati su www.lmcome.it, il portale nato per fornire informazioni, servizi e una linea diretta con esperti e centri accreditati per la cura dei tumori ematologi”.

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