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“Il MiniBasket Ri-Torna a Scuola” a Cavaion Veronese

Coinvolti tre plessi dell'I.C. Fracastoro nei comuni di Cavaion V.se, Affi e Pastrengo; 26 le classi che hanno partecipato per un totale di 500 alunni

Si è concluso con una bella serata organizzata dal Tobia Basket e dal Comune di Cavaion Veronese il progetto “IL BASKET RI-TORNA A SCUOLA”. Hanno preso parte alla serata il Responsabile Tecnico Nazionale del minibasket Maurizio Cremonini, la Dirigente Scolastica dell’I.C. Fracastoro di Cavaion Anastasia Zanoncelli e il Sindaco di Cavaion Sabrina Tramonte.

Il progetto è nato dalla volontà di raggiungere un duplice obiettivo: far nascere l’amore per la pallacanestro e la voglia di giocare nei bambini, insegnando loro i valori di base dello sport attraverso il “nostro” sport. In quest’ottica il basket non è solo il “fine” ma anche il “mezzo” per insegnare e condividere valori universali che aiutino i bambini a diventare persone valide prima ancora che bravi atleti.

Il professor Michele Trevisani del Tobia Basket ha “snocciolato” i numeri del progetto: «Abbiamo coinvolto tre plessi dell’I.C. Fracastoro nei comuni di Cavaion V.se, Affi e Pastrengo; 26 le classi che hanno partecipato per un totale di 500 alunni, con due di intervento per classe in cui hanno operato tre nostri istruttori».

La dott.ssa Zanoncelli ha illustrato gli obiettivi e le finalità di questo interessante progetto: «Sviluppare un programma di promozione del Giocosport Easybasket per i bambini e le bambine delle scuole primarie; condividere le finalità educative del giocosport EasyBasket come strumento coerente per la formazione di un’adeguata cultura sportiva giovanile; realizzare un’efficace azione di coinvolgimento e di avvicinamento dei bambini “non praticanti” il giocosport».

Maurizio Cremonini ha “sposato” in pieno questo progetto: «Ho accettato molto volentieri questo invito perché condivido in tutto e per tutto lo spirito di questo progetto che ha un doppio obiettivo: ludico e formativo/educativo. Il minibasket ha dovuto adeguare stili e metodi di insegnamento alla nostra società, alla nostra cultura, o forse è meglio dire alla nostra “non cultura” fisica-motoria e sportiva scolastica. I bambini di oggi, soprattutto a causa del Covid, sono sempre più poveri dal punto di vista motorio, il Minibasket deve a tutti loro un’adeguata risposta, e lo deve fare accompagnandoli anche alla pallacanestro con gli strumenti giusti: motori-sociali-tecnici e cognitivi. È una sfida complessa e impegnativa che va affrontata ogni giorno, con in testa anche un valore superiore del nostro essere insegnanti prima che allenatori. Far crescere persone prima che giocatori».

La serata, mediata dal giornalista Andrea Etrari, si è conclusa con la consegna ad ogni plesso di 10 palloni e un libro sul Minibasket.

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