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La seconda ondata del virus mette in allarme la provincia veronese

Spi Cgil: "Bene l'Osservatorio sulle case di riposo"

A guardare i numeri c’è da rabbrividire: +35% a marzo, +54,9% ad aprile, +9,9% a maggio. Fredde percentuali che indicano in realtà l’aumento dei decessi in provincia rispetto allo stesso periodo del 2019 e il terribile impatto del Coronavirus sul Veronese, con ogni probabilità il territorio veneto più colpito dalla pandemia.

Così, proprio per scongiurare un trend che solo il lockdown era riuscito a contenere la scorsa primavera, il sindacato dei pensionati del Veneto e di Verona invoca una rapida programmazione dei Piani di Zona che in tempo di pandemia sono definiti “straordinari” e che, solo per l’area “anziani”, riservano ai distretti sanitari scaligeri quasi 270 milioni di euro, risorse che possono servire soprattutto per il rafforzamento della medicina di territorio.

Da mesi – ricorda Renato Bressan della segreteria dello Spi Cgil del Venetoil governo ha finanziato con più di 400 milioni di euro la regione Veneto per la realizzazione delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Usca), per gli infermieri di famiglia, le liste di attesa, le assunzioni del personale medico/infermieristico, l’aumento dei posti letto in terapia intensiva e sub-intensiva. Interventi sui quali secondo noi siamo ancora indietro. Ora chiediamo di agire anche attraverso i piani di zona che contemplano una programmazione socio sanitaria su più “aree”: famiglia, anziani, disabilità, dipendenza, salute mentale, povertà“.

Per gli anziani Veronesi, come detto, ci sono a disposizione circa 270 milioni di euro: 163 milioni per i distretti di Verona città e di Est veronese, 43 milioni di euro per il distretto Pianura Veronese e 60 milioni per Ovest Verona.

Dopo aver a lungo sollecitato la misura, il Sindacato dei Pensionati registra con favore la decisione di costituire l’Osservatorio Provinciale sulle Case di Riposo presa ieri al tavolo della Prefettura di Verona. Ora però bisogna accelerare per concretizzare anche i Piani di Zona. Con questi soldi – spiega Adriano Filice, segretario generale dello Spi Cgil Verona si può puntare al rafforzamento della medicina di territorio che nella nostra regione, al di là degli annunci e delle promesse, sta mostrando tutti i suoi limiti. Assistenza domiciliare, medici di base, visite, consulenze, assistenza domiciliare integrata, prese in carico: tutti argomenti che interessano i cittadini e soprattutto quelli più anziani ai quali bisogna garantire un accesso alle cure tempestivo ed efficiente. In questi giorni tante persone ci raccontano di non riuscire neppure a contattare per telefono le strutture preposte. Queste cose non devono succedere”.

Rafforzare ed attivare tutti i nuovi servizi della programmazione socio sanitaria diventa particolarmente impellente nel territorio scaligero. “Le risorse dei piani di zona straordinari sono fondamentali per i nostri distretti sanitari – conferma Adriano Filice, segretario generale dello Spi Cgil di Verona -. In provincia le conseguenze della pandemia si sono fatte sentire con forza. Solo il lockdown ha bloccato una situazione che pareva fuori controllo. E le risorse dei piani di zona risultano necessarie per rendere più capillare e puntuale la medicina di territorio”.

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