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Legnago: gli studenti del Cotta si aggiudicano il concorso sulla Legalità della regione Veneto

Hanno basato il loro lavoro sulla figura di Nelson Mandela

La classe quinta del liceo scientifico indirizzo sportivo del Liceo Cotta di Legnago ha partecipato con entusiasmo al concorso indetto dalla Regione Veneto e dall’Uffico Scolastico Regionale sul tema della legalità – L.R. 48/2012 a.s. 2019-2020.

Gli allievi, dopo un breve brainstorming con l’insegnante, hanno selezionato l’argomento che, a detta loro, “ci tocca da vicino e ci sta a cuore”: lo sport. Hanno creato, dunque, un link sullo sport, mettendo in luce la sua valenza di forza promotrice di valori positivi.

Hanno scelto come fonte ispiratrice la figura di Nelson Mandela e le sue parole:” Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare. Ha il potere di unire le persone come nient’altro. Parla ai giovani in un linguaggio a loro comprensibile. Lo sport è in grado di creare speranza.”

Poi si sono occupati, dividendosi in gruppi, di alcuni tratti negativi dello sport come, ad esempio, il fenomeno del doping, la corruzione, l’infiltrazione mafiosa, il razzismo e così via, soffermandosi su aspetti poco seguiti dai media come la diffusione del doping a livello dilettantistico e amatoriale e la presenza della criminalità organizzata nelle piccole realtà .

Dalle ricerche informative sono emerse, ad esempio, le azioni messe in campo dalla regione Veneto per contrastare il doping – in primis la Carta Etica dello Sport veneto – attraverso politiche di contrasto regionali e l’istituzione del LAD (laboratorio antidoping regionale). E’ emerso l’impegno del comune di Milano, che ha definito un proprio Codice Etico dello sport quale strumento volontario, scritto insieme alle associazioni e società sportive, che supporta e orienta le parti coinvolte a rispettare i principi di lealtà e le relative regole, informando anche sui pericoli legati all’eventuale rapporto con una criminalità organizzata. Si è scoperta la storia della Tam Tam Basket, squadra di pallacanestro in provincia di Napoli, formata interamente da ragazzi figli di immigrati, raccontanta nel libro fotografico «Born in Italy» con lo scopo di promuovere lo sport come motore del cambiamento contro la mafia e il razzismo.

“E’ stato importante nel percorso intrapreso, al di là dei risultati raggiunti, – ha sottolineato la professoressa Lorenza Nadali – vedere i ragazzi acquisire la consapevolezza che lo sport che praticano è un bene prezioso, che devono impegnarsi a proteggerlo, sia dal punto di vista sportivo, sia etico e giuridico. Questo ha permesso loro di avviare un processo personale di crescita critica e di assumere comportamenti concreti e positivi”.

Per chi fosse curioso di vedere il lavoro dei ragazzi può raggiungerlo a questo indirizzo web: https://etlge.com/main-page/

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