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Mais avvelenato: è strage di animali selvatici a Gazzo Veronese

Indagato un agricoltore 80enne

Circa due ettari di terreno agricolo cosparsi di mais e veleno che avrebbero già causato la morte di centinaia di animali selvatici in zona Coazze di Gazzo Veronese. Polizia Provinciale, Protezione Civile, Comune, Polizia Municipale, consorzio di bonifica e volontari dell’ambito 5 di caccia sono al lavoro per rimuovere il cereale, ricoperto di una sostanza verdognola, dai terreni e dai canali. Un campione è già stato inviato all’istituto zooprofilattico per individuare il veleno utilizzato. Volontari e agenti della Polizia Provinciale stanno inoltre raccogliendo le carcasse degli animali – e tra questi nutrie, lepri, volpi, fagiani, pesci, aironi, anatidi (anatre ecc) – che andranno poi smaltite. Sul posto si stanno recando anche il Presidente della Provincia, Manuel Scalzotto, e il Comandante della Polizia Provinciale, Anna Maggio.

 

Il luogo si trova poco distante dalla Palude del Busatello, Zona di Protezione Speciale e Sic (Sito d’Importanza Comunitaria), frequentata da numerosi animali selvatici.

L’intervento, dopo una prima segnalazione da parte del presidente dell’ambito di caccia, Corrado Pasini, è iniziato nel pomeriggio di ieri lunedì 18 gennaio, fino all’arrivo del buio. I lavori, coordinati con il Sindaco Stefano Negrini, sono ripresi questa mattina presto. Si teme che il veleno ingerito da diversi animali possa entrare nella catena alimentare dei predatori, tra i quali i rapaci.

In parallelo sono iniziate le attività per individuare il responsabile o i responsabili, in collaborazione con la Polizia Provinciale della confinante  Mantova.

“Mi sto recando sul posto per comprendere la gravità della situazione, ma le informazioni fornite dai nostri agenti non sono per nulla rassicuranti – afferma il comandante Maggio –. Dobbiamo ripulire il più possibile i terreni perché purtroppo un atto del genere può avere conseguenze che si protraggono per giorni o settimane. Ho coinvolto inoltre il servizio veterinario dell’Ulss per valutare se sia necessario adottare ulteriori provvedimenti per la tutela della salute anche delle persone”.

“È un atto grave – dichiara il Presidente Scalzotto –. Un grazie a tutti i volontari che si stanno prestando a ripulire questo scempio e mettere in sicurezza l’area”.

 

 

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