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Strage nelle case di riposo, quasi mille i contagi nel veronese

Nel punto stampa di oggi i dati dell'Ulss 9 Scaligera

Anche nella conferenza stampa odierna il dg dell’Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi ha posto l’accento sulle case di riposo del territorio: vero e proprio focolaio nel focolaio di questa pandemia.

I dati oggi parlano di oltre 130 morti e l’emergenza ha messo in luce prima di tutto la carenza cronica di personale. Una carenza che ha messo a dura prova la tenuta di queste strutture.

“Una tenuta che, pur nelle gravi difficoltà che abbiamo affrontato, il sistema veronese ha garantito reggendo a quest’emergenza – hanno sottolineato il direttore generale dell’Ulss 9, Pietro Girardi, ed il direttore sanitario, Raffaele Grottola– L’Istituto superiore di sanità parla nel suo ultimo bollettino di un 44% a livello nazionale di casi da Coronavirus che hanno riguardo le Residenze sanitarie assistite, nel Veronese questo dato scende al 21%, con 950 tra ospiti ed operatori contagiati su un totale di 4500 casi di Coronavirus nel Veronese”.

Numeri che fanno da contraltare al dramma degli oltre 130 anziani deceduti nel giro di due mesi.

“Ad oggi il 50% delle 80 case di riposo del Veronese, dove sono ospitati 5584 anziani, ha riscontrato casi di positività al Coronavirus – ha precisato il dottor Grottola – Siamo in grado di effettuare circa 1800 tamponi al giorno ad ospiti ed operatori delle Rsa dell’Ulss 9”.

“Per far fronte all’emergenza – sottolinea Girardi – l’Ulss 9 ha dato vita ad una task force con una squadra di infettivologhi, un gruppo si occupa di effettuare i tamponi, un’unità che cura la fornitura di dispositivi di sicurezza alle case di riposo, e l’Unità di continuità assistenziale domiciliare che intervengono a sostegno dei coordinatori medici delle Rsa – ha detto Girardi – La situazione è grave, ma abbiamo retto e il sistema ne sta uscendo. Per ovviare alla carenza di personale nelle case di riposo siamo riusciti a dirottare verso le case di riposo 97 operatori, dei quali 31 infermieri e 66 operatori sociosanitari”.

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