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Viabilità Verona, torna il “traforino” delle Torricelle

Avviata la procedura per lo studio di fattibilità del passante nord

Dopo la sentenza negativa del Consiglio di Stato sul passante nord di Verona tramite traforo delle Torricelle nel 2017, progetto-bandiera dell’Amministrazione Tosi, nel 2019 il Sindaco Sboarina aveva rilanciato l’idea di realizzare comunque un passaggio ovest-est tramite galleria.
E oggi, a luglio 2021, sembra che un passo concreto in tal senso sia stato davvero fatto.
Fra sei mesi, studio di fattibilità della strada urbana tra Valpolicella e Valpantena alla mano, il Comune potrà elaborare la soluzione viabilistica migliore per ovviare al traffico intenso che caratterizza il centro città da ovest a est di Verona.
E’ stato infatti indetto oggi il bando per l’incarico ad uno studio di progettazione grazie ad un finanziamento di circa 120 mila euro dal ministero dei Trasporti. L’analisi conterrà dati tecnico-ambientali, flussi e sostenibilità economica del cosiddetto “traforino”, progetto che rispetto al passato ha assunto nuove sembianze, anche in base a quanto stabilito dal Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (PUMS).
Il PUMS, infatti, prevede che la nuova opera sia un collegamento urbano est-ovest di soli 4.4 km fra la Tangenziale Est SP 6 (Valpantena) e via Preare (Valpolicella) di cui un tratto, precluso ai mezzi pesanti, sarà a pedaggio in galleria a canna unica e con due tratti all’aperto per un totale di 2.2 km.
Il tratto iniziale di 1.7 km collegherà senza pedaggio le vie Preare, Cà di Cozzi, Monte Ortigara, Cà di Cozzi.

A presenziare l’odierno annuncio del bando erano presenti il sindaco Federico Sboarina, il vice sindaco e assessore alla Viabilità e Traffico Luca Zanotto e il dirigente alle Strade Giardini Mobilità Traffico Tecnico Circoscrizioni Arredo Urbano ingegnere Michele Fasoli.
“Se ne parla da decenni e chi ci ha preceduto non è arrivato da nessuna parte. Per opere di questo tenore non si possono cercare scorciatoie, per realizzarle non si deve partire dalla fine e cioè da un progetto e basta. Come per costruire una casa bisogna partire da salde fondamenta altrimenti non starà mai in piedi, per il ‘traforino’ vogliamo decidere sulla base di dati certi”, ha setto Sboarina.
“L’obiettivo è creare una strada di collegamento a nord della città con presupposti diversi da quelli del passato. Saranno verificate la sostenibilità economica e ambientale, per capire se effettivamente quest’opera potrà essere un’alternativa alle problematiche di traffico, ad esempio al Teatro Romano e in via Mameli. Richiederemo infatti anche uno studio del traffico, che attesterà se c’è veramente l’esigenza delle persone che provengono da punti diversi di attraversare in quel punto”, ha aggiunto Zanotto.

Intanto la cittadinanza si divide fra pro e contro: c’è chi sostiene che l’opera non risolverà il problema, portando invece altro smog (soprattutto da mezzi pesanti) vicino a quartieri densamente abitati, e chi invece la ravvisa come unica speranza per veder diminuire il traffico sotto casa.

SG

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