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Albergatori veronesi, la situazione è drammatica

Dopo l'epifania presenze azzerate

“La situazione negli alberghi veronesi è molto pesante, in certi casi drammatica: dopo l’Epifania c’è stato il crollo degli ospiti, con una percentuale di occupazione delle camere che in alcune strutture non supera il 10%: gli imprenditori di settore stanno monitorando come evolve la curva epidemica ma le notizie non sono buone, per cui molti verosimilmente decideranno di chiudere in attesa di tempi migliori. Nel frattempo, gran parte del personale è stato messo in ferie, in attesa delle decisioni sulla cassa integrazione”. Lo afferma Giulio Cavara presidente provinciale di Federalberghi, aderente a #ConfcommercioVerona.

“Sotto il profilo imprenditoriale – puntualizza – viviamo un momento peggiore rispetto all’inizio del 2021, quando era già stata autorizzata la cassa integrazione Covid che aveva permesso a molti di chiudere, mentre oggi gli alberghi devono anticipare le ferie e restare aperti con costi comunque importanti”. I dati dell’osservatorio nazionale Federalberghi mostrano che lo scorso anno in Italia sono andate in fumo 148 milioni di presenze turistiche. Per fare un raffronto con il 2019 (l’ultimo anno pre-pandemico), è come se si fosse cancellato un pernottamento su tre. Per i soli turisti stranieri, la perdita diventa di uno su due per un totale di 115 milioni presenze estere perse. “Gli alberghi di Verona città hanno lavorato nel periodo estivo, ma il resto del 2021 è stato molto difficile”, commenta Cavara. “La burrasca insomma, per dirla con il presidente nazionale Federalberghi Bocca, è tutt’altro che passata e tutto il settore alberghiero guarda con il fiato sospeso al Consiglio dei Ministri di domani”. Nel tempo sono venute a mancare una ad una le misure di sostegno che avevano permesso la sopravvivenza delle aziende e dei relativi posti di lavoro: il credito d’imposta sugli affitti, l’esonero dal pagamento dell’IMU, la moratoria sui mutui e la cassa integrazione covid.

“Imprese e lavoratori degli alberghi hanno bisogno ancora del sostegno del Governo per poter passare la più grande crisi che si sia mai vista nel settore”, conclude Cavara

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