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Covid 19: la rivolta “virtuale” degli artigiani

Corre su internet la protesta di acconciatori ed estetisti

Ci negate il futuro. Se non c’è fiducia prendetevi le nostre imprese #Dateciunfuturo”. E’ questo lo slogan della campagna social dell’acconciatura ed estetica di Confartigianato a livello regionale, al via da oggi e che, sin dalle prime ora, è già virale su Facebook. Non solo, lunedì mattina, si terrà una “manifestazione virtuale” degli imprenditori artigiani veronesi.

Abbiamo chiesto a colleghi e clienti – spiegano Tiziana Chiorboli e Valeria Ferron rispettivamente Presidente dell’acconciatura e dell’estetica di Confartigianato Veneto – di condividere il più possibile il banner della nostra campagna, abbiamo proposto inoltre di stampare il volantino e farsi un selfie a casa, davanti al negozio oppure al suo interno, postando la foto sui social con l’hashtag #Dateciunfuturo. Una rivolta nel pieno rispetto del distanziamento sociale e delle regole di uscita da casa per continuare la pressione verso il Governo per una nostra rapida apertura. Un ulteriore mese di chiusura non è economicamente sopportabile dalle nostre imprese che rischiano di dover deporre spazzole, forbici, limette e tutto il resto dell’attrezzatura”.

L’incomprensibile ed inaccettabile decisione del Governo di rinviare al 1° giugno la riapertura di acconciatori e centri estetici, amplia le perdite di fatturato delle imprese regolari a cui si sommano gli effetti della concorrenza sleale del sommerso. Nel settore dei servizi alla persona e attività artistiche e di intrattenimento, nel quale sono ricompresi gli acconciatori e istituti di estetica, il tasso di irregolarità del lavoro è del 26,3%.

Il mancato inserimento del settore dell’acconciatura ed estetica nell’allegato 3 del Dpcm dello scorso 26 aprile aggrava il già pesante bilancio delle perdite: quella legata alla chiusura prolungata fino al 1° di giugno è pari a 26 milioni di euro per le 2.452 aziende artigiane della provincia di Verona (11.961 in Veneto) ed i loro 4.902 addetti (24.957 a livello regionale), il 26,5% del fatturato annuo. Le potenziali ripercussioni sull’occupazione sono pesanti: i mancati ricavi, infatti, mettono a rischio il lavoro di 7 mila addetti del settore in tutta la regione.

Così non è possibile garantire la sopravvivenza delle nostre imprese – aggiunge Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona – pertanto, auspichiamo che il Governo, in considerazione delle esigenze, adotti a brevissimo strumenti normativi adeguati a tutelare il tessuto socio-economico del nostro Paese e finalizzati a una rapida ripresa in sicurezza di tutte le attività economiche, con conseguente superamento del concetto di pericolosità sulla base della classificazione Ateco delle attività”.

Nella situazione attuale – prosegue Iraci Sareri –, è assolutamente dannoso giocare a chi grida più forte per rivendicare diritti particolari. È un dovere categorico mettere a fattore comune tutti gli interessi legittimi, trasparenti e soprattutto composti in una visione strategica a vantaggio del Paese. Tutto ciò, fermo restando il principio che chi è vittima dei danni maggiori – in ragione dell’interesse superiore della salute pubblica – dovrà avere i risarcimenti maggiori, in una logica di solidarietà nazionale. Per questo motivo, Confartigianato Imprese Verona, volendo rappresentare tutte le categorie e i mestieri artigiani e tutte le micro, piccole e medie imprese della provincia, senza alcuna distinzione tra chi è chiuso, chi lo è stato e riapre, chi non ha mai chiuso ma ha subito seri contraccolpi sul piano economico per la riduzione di clienti e lavoro, ha organizzato una ‘manifestazione virtuale’ che abbiamo intitolato ‘Ci metto la faccia per lavorare’. Nel pieno rispetto delle prescrizioni anti-assembramento, anziché scendere in una piazza reale, ci raduneremo in video conferenza”.

L’appuntamento è fissato per lunedì 4 maggio, alle ore 11, quando gli imprenditori si collegheranno on-line e la diretta della video-call silenziosa sarà trasmessa sugli schermi della Sala Blu di Palazzo Barbieri, alla presenza del Sindaco, Federico Sboarina, del Presidente del Consiglio comunale, Ciro Maschio e degli organi di stampa, ai quali il Presidente di Confartigianato Imprese Verona si rivolgerà proponendo i temi prioritari che sono nell’agenda delle istituzioni e delle associazioni.

Dobbiamo accelerare una fase 2 intelligente – conclude Iraci Sareri – che non riduca di un millimetro l’attenzione prioritaria sulla protezione della salute, ma che inauguri nuove logiche di gestione del rischio. E’ ormai evidente a tutti che il pericolo del virus non cesserà in un giorno, neppure in una settimana e nello scenario migliore ci vorranno mesi che lasceranno un segno permanente nel nostro modo di vivere”.

Confartigianato chiede a tutti gli imprenditori artigiani della provincia di prendere parte alla manifestazione virtuale, iscrivendosi sul sito www.confartigianato.verona.it.

Acconciatura ed estetica per provincia: unità locali, addetti e minori ricavi per acconciatura ed estetica a causa del lockdown per Covid-19 e concorrenza sleale abusivismo

Anno 2017, unità locali attive. Anno 2020, milioni di euro di minori ricavi nei tre mesi di marzo, aprile e maggio 2020, dato provinciale=dato regionale per quota addetti provincia su addetti regione, Ateco 2007: 96.02

Unità locali

% su totale unità

locali provincia

Addetti

Minori ricavi nella

provincia (mln euro)

VERONA

2.452

3,0

4.902

26

Unità locali

% su totale unità

locali regione

Addetti

Minori ricavi nella

regione (mln euro)

VENETO

11.961

2,8

24.957

130

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