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Crisi post lockdown: il grido d’aiuto di Area Exp Cerea

Il comparto fiere in ginocchio, dallo Stato nessun sostegno

La pandemia per il Coronavirus che ha portato al lockdown di quasi tutte le attività sul territorio italiano non ha risparmiato, ovviamente, il comparto fiere ed eventi che ha subito uno stop già dal 23 febbraio.

La ripresa di certe tipologie di eventi, le misure anti-assembramento previste dallo stato di emergenza che è stato recentemente prolungato fino al 7 ottobre (e che presumibilmente perdurerà ancora per qualche mese) non lasciano molto spazio a fantasie di ripresa a pieno ritmo delle attività e soprattutto non illudono i promotori e gli organizzatori sul fatto che il numero delle presenze torneranno ai livelli pre-pandemia.

In questo scenario, Area Exp sta tentando, tra numerose difficoltà, di rimettere in moto la sua macchina organizzativa per cercare, attraverso la creazione di qualche evento, di riportare, per quanto possibile, un po’ di avventori presso la sua splendida area eventi.
“Purtroppo, come già dichiarato, – sottolinea Massimo Ongaro presidente di Fabbrica Srl la società partecipata dal Comune di Cerea che gestisce Area Exp – le difficoltà sono tante e tra tutti gli operatori del settore alberga una estrema incertezza sull’affluenza di pubblico. In aggiunta, le disposizioni dettate dal protocollo anti-covid ad oggi vigente, portano alla diminuzione sostanziale del numero possibile di espositori (si prenda ad esempio la famosa “Fiera dell’Elettronica” di Cerea) con conseguente drastica diminuzione dei ricavi”.

“Come Area Exp – ha aggiunto – abbiamo già provveduto a ribassare i listini prezzi per cerca di venire incontro alle mutate esigenze degli organizzatori ma questo, purtroppo, alla luce dei fatti, porta solamente ad una diminuzione delle entrate perché le incertezze del momento non danno molto spazio a speranze di rivedere i flussi di visitatori dei mesi passati”.
Le possibilità quindi di rimediare ad un inevitabile segno negativo sul bilancio de La Fabbrica srl (società interamente partecipata dal Comune di Cerea che gestisce Area Exp) sono veramente poche.

“Dalle Istituzioni, ad oggi, – conclude Ongaro –  si è sentito solo qualche teorica attenzione ma nessun aiuto
concreto; agli inizi di agosto abbiamo indirizzato al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte una richiesta con la quale chiediamo ufficialmente un aiuto alle realtà fieristiche come la nostra e quindi ad un comparto che dell’aggregazione e dell’affluenza di persone, fa il suo pane quotidiano; di questo passo il futuro che ci aspetta non è propriamente roseo”.

Dal canto suo, La Fabbrica srl, ha adottato tutte le misure economiche e/o finanziarie possibili messe a disposizione dal governo che, alla fine dei giochi, si sono concretizzate nella sola cassa integrazione covid riguardante 2 dipendenti (abbiamo utilizzato circa 13 settimane).

Dal 12 settembre la cassa integrazione COVID non è più gratuita, tra l’altro: un contributo addizionale dal 9% al 18% in base al calo di fatturato dovrà essere versato dalle aziende. Non abbiamo nemmeno avuto la possibilità di accedere al finanziamento a fondo perduto messo in campo dal Governo perché, come già detto, la nostra società è interamente partecipata dal Comune di Cerea e quindi equiparata ad un Ente Pubblico.

La pandemia ha interrotto un processo di aumento esponenziale delle attività presenti in Area Exp.
Il trend estremamente positivo del fatturato (294.849 euro nel 2017, 341.100 euro nel 2018, 433.664 del 2019) sta ad indicare un considerevole aumento del numero di eventi offerti (40 nel 2017, 46 nel 2018, 97 nel 2019).

L’anno in corso avrebbe visto l’inserimento di eventi con la presenza di nomi importanti del panorama nazionale; concerti e qualche altro evento novità che avrebbero sicuramente portato ancora più lustro ad una struttura che, per via della sua versatilità, si presta a molteplici tipologie di aggregazione e che rappresenta un importante punto di riferimento per tutto il territorio. Tanti eventi avrebbero portato benessere a tutto l’indotto, a cominciare dai ristoranti, bar, alberghi, bed and breakfast, sparsi nella provincia e anche oltre ma tutto si è interrotto in questo anno 2020.
Non ci facciamo facili illusioni; anche i prossimi mesi saranno difficili, duri, soprattutto se non verrà dato dallo Stato quell’aiuto concreto che abbiamo richiesto.

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