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Lignum: il Distretto del Mobile scrive a Zaia e Marcato

Dopo il coronavirus un piano per il rilancio di una delle eccellenze del territorio veneto

Questo il testo della lettera che il direttivo di Lignum ha indirizzato al Governatore Zaia e all’assessore Marcato.

Alla cortese attenzione del Governatore del Veneto Luca Zaia e dell’Assessore Roberto Marcato,

Vi scrivo a nome del consiglio Direttivo di Lignum ente di governance del Distretto del Mobile di Verona, che come sapete rappresenta un vasto territorio che insiste anche su Rovigo e Padova. Rappresentiamo circa 1102 aziende attive della filiera legno-arredo, che danno impiego a 6600 addetti per un fatturato complessivo annuale di 1074,4 mil.

Si tratta di un comparto che a partire dal 2010 ha iniziato a registrare una crisi endemica con la progressiva chiusura di molte ragioni sociali ma che continua, anche se con fatica, a rappresentare un’eccellenza del Made in Italy e del Made in Veneto con un export consistente verso molti paesi nel mondo.

Questa filiera con i suoi rapporti internazionali è stata ed è alla base della riconoscibilità di alcuni territori altrimenti profondamente marginali e con poche risorse. Non solo quindi eccellenza artigianale e artistica ma anche forte identità sociale e culturale. Ormai da molte parti si parla di un comparto morto e spacciato: Lignum è nato per questo, non per protesta, non per dare la colpa ad altri, ma per dire che c’è una nuova generazione pronta a far tesoro di errori passati e a credere nel territorio!

Il territorio resiste e nel 2019 ha provato a rialzare la testa segnando un + 0.1% nell’area che da Casale di Scodosia si spinge fino a Verona, perdendosi in piccoli comuni delle pianure rodigine, padovane, scaligere dove la filiera del mobile diventa unico veicolo di “apertura sul mondo”.

Ora, però, la situazione scaturita con l’emergenza Covid 19 non si limita ad erodere questi piccoli risultati, ma rischia seriamente di distruggere l’intero comparto con la filiera di fornitori di servizi ad essa connessa: i mesi di chiusura, sui quali nulla eccepiamo, valutando la salute come valore centrale, non potranno in nessun modo essere recuperati. Le nostre tipologie di aziende hanno irrimediabilmente perso quegli introiti e rischiano ora di perdere importanti relazioni commerciali con l’esterno.

Il deficit strutturale delle aziende artigianali di medie e piccole dimensioni che ha nella leva finanziaria e nel relativo indebitamento bancario il suo tallone d’Achille non ci permette di guardare con fiducia alla politica dei prestiti che possono dare respiro nell’immediato ma che finiranno per produrre ulteriore indebitamento: insomma, che finiranno per creare aziende finanziariamente deboli, distanti da quella nuova cultura d’impresa che tanto ci sforziamo di promuovere tramite le importanti iniziative formative che il Distretto garantisce agli imprenditori.

Con la Regione e le istituzioni locali è nata una fitta collaborazione e l’inizio di un rapporto che coinvolge privato e pubblico con l’unico obiettivo di rilancio del territorio. Proprio per questa stima e fiducia vi scriviamo, sapendovi particolarmente sensibili e coscienti della situazione.

Vi chiediamo di poter intavolare, non appena la situazione lo permetterà, un tavolo comune di lavoro per una valutazione dello stato di salute del comparto e per il rilancio di un’eccellenza del territorio veneto.

Diamo anche assoluta disponibilità a mettere parte delle nostre produzioni, con macchinari capaci di lavorare non solo il legno ma anche altri materiali (come il plexiglas), per aiutare nella produzione delle varie forme di protezione che serviranno durante la cosiddetta “fase 2” per mettere in sicurezza gli ambienti pubblici.

Ci teniamo, inoltre, a poter procedere ad una rapida riapertura delle nostre produzioni, impegnandoci a condividere e promuovere norme di estrema attenzione alla sicurezza e prevenzione, convinti che:

1. Gli ordini persi vadano a vantaggio di aziende non italiane che rischiano di acquisire quote
di mercato difficili da riacquistare.
2. Le aziende già si stanno adeguando ai rigorosi strumenti di sicurezza e contenimento del
contagio nel rispetto del “Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il
contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” in vigore dal 14
marzo.
3. La particolarità delle nostre aziende artigiane e semi-industriali prevede presenza di
spazi maggiori rispetto alla densità dei lavoratori presente al loro interno.
4. Le attività di progettazione, design, che rappresentano il cuore di molte nostre attività
possono continuare in smart working come parte di quelle commerciali e amministrative.
5. Permettere alle aziende di ridare segnalazione della propria apertura e possibilità di evadere
ordini così da ristabilire un ciclo finanziario attivo così da rispettare una correttezza di
pagamenti verso i fornitori.
6. Impegno a promuovere lavoro verso fornitori del territorio aiutandoli così a riprendere anche
loro il ciclo commerciale normale delle loro aziende.
7. Impegno come Distretto del Mobile di Verona (di Padova e Rovigo) a collaborare con le
istituzioni ed essere parte attiva nella diffusione di cultura e strumenti a favore di una corretta
prevenzione e applicazione delle corrette normative di sicurezza e di controllo del contagio.

Nella speranza di poter presto fissare con voi un momento di incontro e un tavolo di lavoro comune, vi esprimiamo un sincero augurio e ringraziamento per l’intenso lavoro che state gestendo.

Cordiali saluti,
Paolo Piubelli
Alessandro Tosato
Nicolò Fazioni
Gianfranco Guarise
Marco Negri

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