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Carta dei valori: i protagonisti della vita cittadina insieme per lo sviluppo di Verona

Il sindaco Sboarina: "Fase epocale per fare il salto di qualità"

A tre mesi esatti dalla sottoscrizione della Carta dei Valori, i principali protagonisti della vita amministrativa, economica, imprenditoriale e sociale veronese, firmatari del documento, sono passati alla fase concreta. E per la prima volta a Verona, insieme con il sindaco, hanno definito il percorso per essere tutti partecipi allo sviluppo della città.

La Carta dei Valori, firmata a fine novembre durante la nona edizione del Festival della Dottrina Sociale e nata ‘per un impegno condiviso per la nostra città’, prende così forma. Comune, Università, Fiera, Camera di Commercio, Aeroporto, Confcommercio, Cattolica Assicurazioni, Atv, Confcooperative, Confartigianato, Cisl, Apindustria, Agromeccanici, Casartigiani, Banca di Verona e Coldiretti si stanno confrontando periodicamente per progettare la Verona di domani. Quattro le macroaree di lavoro: infrastrutture, rigenerazione urbana, multiutility e turismo culturale, ognuna con i propri punti di forza e criticità.

Il primo appuntamento si sarebbe dovuto tenere già questa settimana in Gran Guardia. Convegno saltato per ottemperare all’ordinanza ministeriale e regionale che vieta tutti gli eventi che prevedono assembramento. Per non vanificare il lavoro già sul tavolo, si è scelto quindi di non rimandare l’incontro ma di farlo a porte chiuse, riservandolo solo alla stampa.

In municipio, il sindaco e il promotore del Festival della Dottrina Sociale don Davide Vicentini hanno spiegato come la Carta si tradurrà in un confronto vero e concreto tra le principali realtà cittadine. Al quale si potranno aggiungere tutti i soggetti interessati e disposti a sottoscrivere il documento per il bene comune. Subito dopo, gli altri firmatari hanno confermato l’impegno preso e la volontà di fare squadra.

Erano presenti il presidente di Cattolica Assicurazioni Paolo Bedoni, il presidente di Atv Massimo Bettarello, il segretario Cisl Massimo Castellani, il presidente Apindustria Renato Dalla Bella, il presidente di Agromeccanici Gianni Dalla Bernardina, il presidente di Coldiretti Daniele Salvagno e il dirigente della Camera di Commercio Riccardo Borghero.

Crescere e guardare fuori dalle mura cittadine

“Finalmente questa città, famosa fin dai Capuleti e Montecchi per le sue fazioni, ha deciso di superare le logiche individuali e ha riunito i principali soggetti attorno allo stesso tavolo – ha detto il sindaco -. Per crescere e guardare fuori dalle mura cittadine ci deve essere massima condivisione, pur nel rispetto dei ruoli e dei legittimi interessi che ognuno di noi rappresenta. Se andiamo tutti nella stessa direzione, non siamo secondi a nessuno. Stiamo attraversando una fase epocale, siamo chiamati a fare scelte importanti per far sì che Verona faccia un salto di qualità. Sta ad ognuno di noi fare rete per consentire che questo avvenga. Sono orgoglioso del percorso intrapreso grazie alla Carta dei Valori. Solo il lavoro di squadra rende possibili i grandi risultati e per raggiungerli dobbiamo lasciare da parte personalismi e strumentalizzazioni per aprire un confronto continuo. A noi che ricopriamo ruoli operativi e pratici spetta la responsabilità di dare attuazione alla Carta, ecco perché abbiamo stabilito incontri settimanali, sia pubblici che privati. Al centro dell’attenzione le principali tematiche che riguardano il nostro territorio. Partiamo dalle infrastrutture, visti i tanti cantieri aperti, dal ribaltamento del casello di Verona Sud al filobus, dalla Tav al potenziamento del Quadrante Europa e dell’Aeroporto. E poi la rigenerazione urbana con la riqualificazione dell’Arsenale, il Central Park allo scalo merci che porterà ad una vera trasformazione della città, alle nuove opere urbanistiche che stanno già ridisegnando Verona, basti pensare ad Adige Docks e all’area dell’ex Manifattura Tabacchi. Ma anche economia e multiutility con la crescita di Agsm che avrà una ricaduta importante per tutto il territorio e per le aziende collegate, così come con l’aumento di capitale della Fiera, già deliberato. Asset sui quali dobbiamo lavorare insieme. Infine il turismo e la cultura, nostri punti di forza. Sul tavolo la candidatura a Capitale della Cultura 2021, i 700 anni di Dante, la Fondazione Arena che dal commissariamento è passata a registrare 3 milioni di utili. Insieme a grandi iniziative private, quali Palazzo Maffei e Fondazione Capitolare. Eccellenze che ci permettono di fare qualcosa di unico al mondo e di attirare l’attenzione internazionale, come è stato l’anno scorso per il Giro d’Italia e quest’anno sarà per il Villaggio Coldiretti”.

Un progetto comune di sviluppo della città

“Esserci significa accettare una sfida, superare le questioni di parte per un progetto comune di sviluppo della città – ha spiegato Paolo Bedoni -. Diamo il via ad un percorso su macroargomenti, partendo dal bene della nostra città. Ognuno rappresenta interessi diversi ma la visione deve essere comune proprio per fare quel salto di qualità e per diventare sempre più attrattivi a livello nazionale. Passiamo dal chiedere a offrire opportunità. In gioco interessi economici e la sostenibilità, ossia quella capacità di creare progetti in grado di durare nel tempo. Firmando la Carta dei Valori chi ha responsabilità a diversi livelli ha accettato un impegno ben preciso, perché i valori non sono cose astratte ma concrete. La città ha bisogno che tutte le persone si sentano protagoniste del sua sviluppo e della sua crescita”.

“L’incontro di oggi rende pubblico l’impegno preso durante l’ultimo Festival della Dottrina Sociale – ha affermato don Vicentini -. Non un metodo o un tavolo di lavoro ma un progetto che è già in grado di dare risposte. Il bene comune è infatti possibile se ciascuno cerca di fare al meglio il proprio dovere. E la Carta dei Valori ha proprio questa intenzione, affrontare le sfide comunitarie attraverso l’impegno collettivo, mettendo in campo l’autonomia e la sensibilità delle diverse realtà cittadine. È il bene che rende possibili le azioni, non viceversa. Ecco perché partiamo dalla cura e dalla conoscenza del territorio per vivere un presente in grado di aprirsi al futuro”.

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