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La musica al tempo del Coronavirus: i Nuovi Cedrini rompono il silenzio

Con "A un metro da me" esorcizzano il momento buio che sta attraversando il nostro Paese

La mia Bassa suona il Rock…ma non questo mese e non solo nella nostra amata provincia, ma in tutta Italia. Il problema Coronavirus ha colpito bruscamente, inevitabilmente, anche il settore dello spettacolo. Il Governo ha deciso, con un Decreto firmato nella sera del 4 marzo 2020, l’obbligo della sospensione di ogni tipologia di spettacoli che non consentano di mantenere una distanza di sicurezza di almeno un metro tra gli spettatori. Questo obbligo avrà durata fino al giorno 3 aprile 2020 e, come è facile immaginare, desta non poche preoccupazioni nell’ambiente dello spettacolo, che già lamentava crisi.

È la prima volta che ci si trova di fronte ad una situazione così importante e, sotto certi aspetti, anche emblematica. Il ruolo del Governo è quello di tutelare la salute di tutti i cittadini e, quindi, è necessario evitare che la popolazione possa contagiarsi con il Covid-19 rimanendo a stretto contatto. Questo stop potrebbe, altresì, accelerare i tempi riducendo drasticamente i casi. Come si può chiaramente leggere nel decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana non siamo di fronte ad un vero e proprio obbligo di chiusura, ma alla fine dei conti è molto difficile per teatri o club poter garantire una tranquilla programmazione degli eventi. Per chiarezza il punto “b” del decreto stabilisce che «sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro di cui all’allegato 1, lettera d».

È perciò difficile ipotizzare il normale svolgimento degli spettacoli previsti in questo periodo che vengono annullati o, tuttalpiù, rinviati. Tutto questo non deve impaurire o farci gridare alla catastrofe, rientra in un percorso – imprevisto e non gradito – dal quale professionisti e operatori del settore musicale potranno e dovranno uscirne reagendo positivamente, magari sfruttando questo periodo di inattività per andare a rivedere e riscoprire nuovi stimoli (per gli addetti) e passioni (per il pubblico).

Un consiglio a musicisti e appassionati

Riprendete in mano i testi delle canzoni, i dischi, diffondete le vostre passioni, contagiate (positivamente in questo caso) i vostri conoscenti al fine di creare una reale attesa a quando, finalmente, tutto tornerà alla normalità, perché tornerà. Guardate sempre con un occhio costruttivo tutto quello che sta accadendo, cercate di migliorare quello che già esiste perché esso sia motivo di grande interesse per il futuro e, soprattutto, costruite nuovi progetti artistici da proporre in quell’imminente futuro che vi attende. Spesso davanti a delle difficoltà che potevano sembrare insormontabili la popolazione ha saputo costruire e dare il meglio. Questo è il momento di dimostrare che tutto è possibile, perché il coronavirus potrà fermare un concerto, ma non le canzoni!

Così hanno già risposto, per esempio, i Nuovi Cedrini, storica band legnaghese, che con “A un metro da me” in questi giorni hanno interrotto il loro silenzio discografico (l’ultimo singolo risaliva al 2006)., complice l’idea legata sull’argomento di attualità. Il brano racconta delle difficoltà amorose ai tempi del Coronavirus e si snoda su un duetto vocale tra Fabio Rocco Casarotti e Leonardo Maria Frattini (autore del brano), supportati dai suoni di Nelide Bandello, Gianluca Goltara e Davide Mirandola. Prendete esempio da loro, rimbocchiamoci le maniche e andiamo avanti!

A cura di Lorenz Zadro

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