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Flai Cgil: stagionali scoraggiati da paghe attorno ai 5 euro l’ora

"Fare intermediazione di manodopera non è il nostro mestiere"

A nostro modo di vedere l’emergenza Covid-19 è stata usata come scusa o pretesto per far assumere ad Agri.Bi (l’ente bilaterale per l’agricoltura del veronese) la decisione di operare all’interno del mercato del lavoro. Come Flai Cgil non condividiamo tale decisione, riteniamo non sia la strada giusta per affrontare il problema della strutturale carenza di manodopera della nostra agricoltura, tanto più nell’attuale emergenza. Temiamo che finirà per snaturare l’ente bilaterale stesso che dal 2013 funge da promotore di servizi per la sicurezza, la salute e la legalità in agricoltura e da erogatore di prestazioni economiche in favore dei lavoratori agricoli.”

Mariapia Mazzasette Segretaria provinciale Flai-Cgil Verona, spiega il voto contrario della Cgil nel Comitato di Gestione di Agri.Bi di venerdì scorso: “E’ da tempo che si discute di un ruolo attivo di Agri.Bi. nell’intermediazione di manodopera. L’ipotesi ci ha sempre visto contrari in quanto, a nostro modo di vedere, incompatibile con la mission del Sindacato. Ritenevamo superflua e non dovuta anche la modifica statutaria intervenuta nell’ottobre 2019 e in questo senso ci erano state fornire ampie rassicurazioni sul fatto che Agribi, di cui come Cgil siamo soci e fondatori, non avrebbe mai svolto direttamente attività di intermediazione. Era stato trovato un punto di mediazione nell’impegno a fornire all’agenzia regionale Veneto Lavoro il massimo sostegno informativo su domanda e offerta di lavoro del settore. La decisione di venerdì, tuttavia, precostituisce un ruolo diverso di Agri.Bi.”.

Non è aggiungendo un altro intermediario e scavalcando i Centri per l’Impiego che si risolve la carenza di manodopera del settore” chiarisce la Segretaria Flai. “Nemmeno in riferimento all’attuale emergenza: mentre la raccolta di asparagi e fragole è già in corso, i vertici di Agri.Bi. riusciranno, forse, a fornire le prime istruzioni operative di questo progetto pilota per il reperimento della manodopera non prima di una o due settimane”.

Come Cgil abbiamo proposto al Prefetto, nel vertice di giovedì scorso, un provvedimento per la regolarizzazione dei migranti già presenti sul territorio sulla base del Decreto Salvini. Diciamo inoltre che qualsiasi serio intervento per l’agricoltura veronese non può prescindere dall’affrontare l’abissale contraddizione che vede il nostro territorio tra i primi esportatori di ortofrutta a fronte di salari “reali” attorno ai 5 euro all’ora, ben al di sotto anche dei pur parchi minimi contrattuali. Fintanto che permangono tali contraddizioni, è naturale che gli italiani non considerino appetibile il lavoro agricolo e che gli stagionali rumeni o polacchi preferiscano andare a lavorare in Germania o in Francia.”

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