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La scuola materna di Vigo riapre le porte ai bambini

Inaugurato sabato 30 marzo l’edificio chiuso dopo il terremoto del 2012

La frazione di Vigo ha di nuovo la sua scuola dell’infanzia. La struttura, di proprietà della curia, era stata chiusa in seguito ai danni subiti dopo il terremoto del 2012. Da quel momento si era scatenato un acceso dibattito sia durante la scorsa campagna elettorale, sia all’interno della stessa Amministrazione Scapin, causando i primi dissapori con il Gruppo Misto, fino alla rottura definitiva.

La questione ruotava al fatto se fosse corretto finanziare a livello comunale il recupero di una scuola paritaria. Alla fine, tutto è stato risolto con la donazione al Comune da parte della curia dell’edificio che è stato ristrutturato arrivando ad adibire una parte all’asilo, che potrà ospitare ben 50 bambini, in parte a sala civica con spazi aperti al pubblico.

Visibilmente emozionato al momento dell’inaugurazione di sabato 30 marzo, Palmiro Zardin che in questi anni ha coordinato il Comitato per promuovere la ricostruzione dell’asilo. Zardin ha voluto sottolineare l’importante risultato raggiunto, frutto di un lavoro di gruppo.

Sono intervenuti anche il sindaco Clara Scapin e l’assessore alla Cultura, Silvia Baraldi che hanno ribadito sia l’importanza storica dell’asilo di Vigo, costruito nel 1935, sia il ruolo centrale che una scuola riveste per la comunità, linea che ha guidato l’operato di questa Amministrazione.

L’inaugurazione ha offerto anche uno scambio di opinioni sul filo della correttezza sul congresso dedicato alla famiglia che in quei giorni si stava svolgendo a Verona. Il vicepresidente della Regione Veneto, Massimo Giorgetti, ha evidenziato come sia solo la famiglia naturale in grado di riempire luoghi importanti come quello dell’asilo. Pronta la risposta del vicesindaco di Legnago Claudio Marconi, il quale ha dichiarato: “La famiglia ci si propone in forma liquida, aprendo nuove sfide per la sua accoglienza. Qui si costruisce il futuro fatto di relazioni umane”.

L’intervento ha comportato un investimento di 610 mila euro, coperti per 500 mila euro da fondi regionali, mentre la somma restante è stata coperta dal Comune e dalla Fondazione Cariverona, rappresentata dal consigliere Stefano Gomiero.

Elisa Costantini

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