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Mondiali di robotica: successo dell’Istituto Don Bosco di Verona

I giganti della Silicon Valley premiano la "lavatrice spaziale"

«La loro ‘lavatrice spaziale’, il sistema robotizzato per l’igiene degli indumenti degli astronauti battezzato ‘lavatrice spaziale’, è stata giudicata la seconda miglior invenzione dell’anno al mondo dai giudici del Global Innovation Award, sponsorizzato dalle grandi aziende della Silicon Valley. Il team dell’Istituto salesiano Don Bosco di Verona per la prima volta ha fatto trionfare il tricolore nella più prestigiosa gara al mondo di innovazione e robotica, dove i colossi dell’innovazione come Nasa, Google, Apple, Qualcomm cercano di reclutare nuovi talenti e nuove idee». L’assessore regionale al’Istruzione e alla formazione del Veneto, Elena Donazzan, esulta per la straordinaria affermazione ottenuta questa notte alle 4.40 ora italiana (alle 19.40 del 2 luglio ora di San José, California) dagli IDB Tech-No-Logic, la squadra di robotica dell’Istituto Salesiano Don Bosco di Verona, che si sono aggiudicati la medaglia d’argento al GLOBAL INNOVATION AWARD, la più importante competizione mondiale per giovani inventori e per i migliori progetti tecnologici.

La squadra veronese, composta da 8 studenti di quarta del liceo delle scienze applicate e ‘allenata’ dal professor Luca Zanetti e dai colleghi Andrea Materassi e Anna Baruzzi, già campioni del mondo di robotica a Houston, Texas lo scorso 20 aprile, a San Josè è stata la prima squadra tricolore selezionata nella rosa delle 20 squadre migliori del mondo tra le 40 mila in gara e a posizionarsi sul podio del Global Innovation Award con il proprio progetto di tecnologia aerospaziale.

«Il successo dei questi giovani ‘artigiani del futuro’ di Verona, peraltro già abituati a brillanti risultati in queste competizioni – plaude l’assessore – conferma l’alta qualità delle scuole paritarie in Veneto e l’appassionata dedizione dei loro docenti. La loro duplice vittoria mondiale, prima a Houston e ora a San Josè, testimonia che i ragazzi e le scuole italiane, quando sono sostenute anche dai loro territori, sanno eccellere non solo nelle materie umanistiche ma anche nelle cosiddette ‘Stem’, cioè le materie scientifiche, scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. Auguro a loro e ai loro docenti futuri e altrettanto entusiasmanti successi a riprova della capacità di questa scuola di saper coniugare conoscenze scientifiche, intelligenza e fantasia con abilità tecniche e capacità di progettazione, certa che istituzioni, imprese e territorio sapranno festeggiarli alla grande al loro ritorno».

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