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Nuova biblioteca Bellinato

Iniziati i lavori. Sorgerà nell’area “ex Riello” all’angolo tra via Pio X e via Cairoli. La consegna è prevista entro settembre.

La prima pietra della nuova biblioteca comunale Bellinato di Porto è stata posata. Inizia così a prendere forma il nuovo edificio che ospiterà la biblioteca civica chiusa nel 2016 in seguito alla dichiarata inagibilità della vecchia sede di via Ospital Vecchio.

Il cantiere, aperto ufficialmente lo scorso 7 settembre nell’area “ex Riello” all’angolo tra via Pio X e via Cairoli, ha subito un iniziale rallentamento causato dal rinvenimento di amianto negli edifici che dovevano essere demoliti.

La ditta “Ellegi” di San Bonifacio, esecutrice dei lavori, ha così seguito le procedure standard e le relative tempistiche richieste dall’Arpav per la rimozione dello stesso.

Lo stop, protrattosi in seguito per il maltempo, era stato prontamente denunciato dal Comitato Biblioteca Gervasio Bellinato, da sempre occhio critico nei confronti dell’Amministrazione sul progetto.

L’assessore ai Lavori Pubblici Claudio Marconi aveva però replicato spiegando che lo stop era dovuto all’attesa delle necessarie autorizzazioni, assicurando che in ogni caso era nell’interesse di tutti concludere i lavori entro settembre 2018.

Una volta rimosso l’amianto, i lavori sono ripresi dapprima con la demolizione dei vecchi edifici, e in seguito con la preparazione delle fondamenta di quello nuovo.

«I lavori procedono come da cronoprogramma, per cui per l’estate l’edificio sarà ultimato. Seguirà poi la fase di allestimento e trasporto dei libri, oltre alla predisposizione del software» dichiara Marconi, rassicurando ancora una volta sul rispetto dei tempi previsti.

A lavori ultimati la nuova biblioteca vedrà un edificio di 250 metri quadrati a un unico piano, il quale ospiterà un grande androne di ingresso con i servizi, una sala dedicata alla lettura e una sala polifunzionale collegata al cortile esterno attraverso una vetrata.

Resta ancora da capire da chi sarà poi seguita, se da dipendenti comunali o se l’Amministrazione sposerà la strada già intrapresa da Cerea, ossia quella dell’affidamento a una cooperativa.

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