EconomiaLegnagoPoliticaProvinciaSanità

Fase 2, le proposte del PD legnaghese su come affrontarla

"Va garantita, innanzitutto, la sicurezza delle famiglie"

Con la graduale ripresa delle attività sociali ed economiche, inizierà dalla prossima settimana la
delicata fase 2 dell’emergenza Covid-19 che dovrà avvenire garantendo innanzitutto la sicurezza delle
persone, con grande attenzione e collaborazione da parte di tutti per non vanificare gli sforzi ed i sacrifici fatti
finora.

“Affinché la ripartenza possa avvenire nel migliore dei modi, a beneficio dei lavoratori, delle imprese e delle famiglie – recita il comunicato firmato dal Segretario del Circolo PD Gianfranco Falduto – come Democratici legnaghesi riteniamo indispensabile che le istituzioni nazionali e locali ottengano la piena fiducia da parte dei cittadini. Questo è possibile attraverso il dialogo costruttivo e collaborativo di tutte le forze politiche, le associazioni di categoria, di volontariato e culturali attive nel nostro territorio”.

“Con questo spirito – prosegue lo scritto – offriamo il nostro contributo di idee su quattro questioni prioritarie e rivolgiamo al Sindaco Lorenzetti e all’Amministrazione comunale altrettante proposte atte a facilitare il processo di normalizzazione della vita cittadina e che guardano anche al futuro, per uno sviluppo sostenibile della città.

1. Mobilità e trasporti.
Se nelle grandi città si pensa a come riorganizzare il servizio dei trasporti pubblici, a Legnago non possiamo
pensare all’uso dell’automobile come mezzo di trasporto più comodo e sicuro per evitare il contagio. Si è
visto che nelle settimane di quarantena c’è stato un abbattimento dell’inquinamento dell’aria per il ridotto
traffico automobilistico, e tornare indietro sarebbe un’occasione persa per migliorare la qualità della nostra
vita. Quindi è necessario che l’Amministrazione comunale metta in campo un piano che favorisca la mobilità
pedonale e ciclabile, mediante la realizzazione di parcheggi per le biciclette e di percorsi pedonali e ciclabili
sicuri in centro e nei quartieri periferici, la riduzione dei limiti di velocità per le auto fino a 10-20 Kmh e l’uso
diffuso di rallentatori e di segnaletica stradale pro bicicletta, per esempio nelle rotatorie, l’incentivazione
economica, in accordo con le aziende, per premiare l’uso della bicicletta per recarsi al lavoro, la cultura della
mobilità attiva, pedonale e ciclabile, in collaborazione con i medici di famiglia, le scuole, le associazioni
sportive e dei cicloamatori.

2. Servizi educativi per l’infanzia e l’adolescenza.
La forzata chiusura e l’isolamento hanno conseguenze importanti sui bambini e sugli adolescenti. Ci sono
aspetti evolutivi legati alla socialità e alla dimensione relazionale che vengono fortemente a soffrire in questa
fase particolare. Le famiglie non possono essere lasciate sole di fronte a questi problemi ed è necessario che
tutta la comunità se ne faccia carico. Si cominci a progettare la riattivazione graduale delle strutture educative
presenti sul territorio con progetti ad hoc messi a punto in collaborazione con le scuole e gli operatori della
Ulss.
Se da un lato c’è la necessità di riorganizzare la vita e le attività dei ragazzi, e bisogna farlo prima della
riapertura della scuola che si spera avvenga a settembre, dall’altro è altrettanto importante venire incontro
alle famiglie con il ritorno al lavoro dei genitori. Riguardo a quest’ultimo aspetto sosteniamo le proposte
avanzate nei giorni scorsi dal gruppo civico “Legnago Futura”.
Dal momento che sia il Ministero della Famiglia che la Regione Veneto hanno istituito per parte loro tavoli di
lavoro con la finalità di riportare bambini e ragazzi ad una vita il più possibile normale, attraverso l’apertura di
attività estive, invitiamo l’Amministrazione comunale ad assumere l’iniziativa di un confronto con le scuole,
gli operatori dell’Ulss, i centri parrocchiali Grest e le cooperative che hanno in gestione i servizi educativi del
Comune, per essere pronti a considerare in breve tempo le attività e i progetti attuabili nel rispetto delle norme
di sicurezza.

3. Servizi per i lavoratori e le imprese.
Chiediamo all’Amministrazione comunale di riaprire al più preso lo Sportello Lavoro del Comune, chiuso ormai
da più di un mese, affinchè riprenda l’attività a favore dei disoccupati e delle persone svantaggiate nel
mercato del lavoro, in collaborazione con il Centro per l’Impiego e le Agenzie per il Lavoro cittadine.
Sarebbe opportuno che, in questa delicata fase di ripartenza delle attività economiche e produttive, lo
Sportello Lavoro, con i suoi operatori ed in collaborazione con le associazioni di categoria, potesse lavorare
anche a supporto dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese per facilitare la ripresa delle attività,
attraverso un contatto preferenziale con il Comune per semplificare i passaggi burocratici e assicurare la
comprensione ed il rispetto delle procedure di sicurezza.
4. Sostegno alle persone anziane.
Pensiamo in particolare alla Casa di Riposo cittadina, affinchè il Comune si renda garante della sicurezza
degli ospiti, dei visitatori e degli operatori, attraverso una valutazione serena ed oggettiva delle criticità che
hanno caratterizzato l’emergenza sanitaria per risolverle e prevenirle in futuro.
Chiediamo alla Regione maggiore attenzione per tutte le Case di Riposo, attraverso lo stanziamento di risorse
aggiuntive, affinchè vengano dotate di tutti gli strumenti di protezione personale necessari per evitare il
contagio, e maggiore impegno per realizzare la riforma delle IPAB, attesa da venti anni, che preveda la loro
integrazione nel Sistema socio-sanitario regionale.
Altrettanto importante è il problema degli anziani che vivono da soli. Chiediamo all’Amministrazione comunale
di farsi carico del problema, attraverso un programma di impiego dei Servizi sociali e il coordinamento attivo
di tutte le associazioni di volontariato che già se ne prendono cura, con lo scopo di rendere efficaci e durature
tutte le iniziative rivolte al benessere ed al coinvolgimento sociale delle persone anziane, senza che alcuno
venga escluso.

Infine, è necessario ragionare su come rendere presente e fruibile, rispetto al rischio del contagio, la figura
dei nonni.

Articoli collegati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Close