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Disturbi alimentari in aumento durante la Pandemia

Il Centro di riferimento regionale per il trattamento dei disturbi alimentari dell’Ospedale di Borgo Roma ha assistito ad un aumento costante di pazienti, anche tra i più piccoli

Il Centro di riferimento regionale per il trattamento dei disturbi alimentari dell’Ospedale di Borgo Roma, afferente alla UOC di Psichiatria diretta dalla prof.ssa Mirella Ruggeri, con la pandemia ha assistito ad un aumento costante di pazienti, anche tra i più piccoli, affetti da patologie caratterizzate dalla difficoltà nel rapportarsi con il cibo, quali anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata, e altro ancora. Infatti, se nel 2019 erano state 36 le consulenze richieste dai reparti dell’AOUI, nel 2020 e 2021 sono salite a 253.

Un incremento a cui si riesce a far fronte grazie all’ottimo lavoro del team composto dalle psicologhe Rosa Bruna Dall’Agnola e Silvia Castelli, dalla dietista Benedetta Signoretti, oltre che da alcune borsiste e una psicologa di supporto del centro diurno. Si tratta di disturbi molto comuni nel mondo occidentale che colpiscono il 10 per cento della popolazione femminile, di cui il 2 per cento soffre di anoressia nervosa.

Una crescita di casi si sta verificando anche nei bambini con esordi della patologia sempre più precoci e nei maschi con manifestazioni diverse (vigoressia). I fattori scatenanti di questi disturbi, oltre alle chiusure della fase acuta del periodo Covid, sono principalmente la poca autostima, la difficoltà nelle relazioni sociali e il bullismo nelle scuole.

Per prevenire l’insorgenza di tali patologie soprattutto nei bimbi e negli adolescenti, il Centro Regionale per i disturbi alimentari sta avviando nelle scuole il “Progetto Corpo”, una nuova iniziativa che punta ad individuare i primi segnali di allarme e a intervenire precocemente. Un altro progetto su cui il Centro sta investendo è l’attivazione del Day Hospital con pasto assistito che comporta la creazione di un ambiente idoneo a gestire in maniera terapeutica il complesso rapporto del paziente con l’assunzione di cibo.

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