CronacaVerona

Emergenza freddo, pronti 264 posti letto

Con l’arrivo della stagione invernale, si attivano gli interventi del Comune di Verona a favore delle persone in stato di marginalità estrema, molte delle quali vivono per strada, come spiega l’assessore ai Servizi sociali Maria Daniela Maellare: “Dal 1° dicembre al 31 marzo 2022 sono quasi 240 i posti messi a disposizione sul territorio cittadino per accogliere i cittadini in grave stato di necessità che ne faranno richiesta. 
Verona è una città bella fuori e dentro, ricca di un ampio e strutturato volontariato sociale, che ci consente di portare aiuto a tutti coloro che sono nel bisogno. Nel corso degli anni, infatti, l’intensa collaborazione tra i servizi istituzionali comunali, le agenzie del privato sociale e le associazioni di volontariato cittadine, hanno consentito di fronteggiare adeguatamente i rischi per l’incolumità delle persone in strada, legati al freddo intenso. Quest’anno riusciamo ad offrire 50 posti in più rispetto all’anno scorso, ciò anche in assenza degli spazi all’Asilo notturno Camploy.
Un risultato non scontato, come il proseguimento dei servizi legati al Covid, sia per l’individuazione e il successivo monitoraggio di soggetti positivi che l’accoglienza in strutture protette dal punto di vista sanitario”.  
I 62 posti letto ubicati all’Asilo notturno del Camploy quest’anno non saranno purtroppo disponibili a causa dei lavori di ristrutturazione in corso, tuttavia i posti totali a disposizione dei bisognosi sono comunque saliti di 60 unità rispetto allo scorso anno, anche se la situazione, resa più problematica dalla pandemia, impensierisce un po’ Don Gino Zampieri, direttore della Caritas Diocesana di Verona: “Anche quest’anno il bisogno di garantire un ricovero dai rigori dell’inverno alle persone senza dimora che frequentano la nostra città, si presenta come una situazione emergenziale un po’ complicata”, afferma il religioso, “infatti, alla momentanea prevista indisponibilità del Camploy si aggiunge purtroppo anche il persistere della pandemia. Tuttavia, penso che potremo comunque affrontare con una certa serenità lo scenario invernale grazie alla ricchezza della rete delle realtà veronesi impegnate nel sociale e la stretta collaborazione con il Comune, con cui vengono coordinate le azioni. Pertanto, siamo convinti che potremo rispondere in modo adeguato alle emergenze. Tengo infine a sottolineare che queste risposte sono possibili anche a seguito del sostegno che, ancora una volta, abbiamo trovato in Fondazione Cariverona, che desidero ringraziare”. 

Ma in sostanza, quali sono le strutture all’interno delle quali i bisognosi, soprattutto i senzatetto, potranno trovare non solo riparo dal freddo, ma anche un giaciglio e un pasto caldo?
Innanzitutto, sul totale dei 264 posti, il Comune fa sapere che il loro utilizzo verrà ripartito nel seguente modo: 149 per l’accoglienza “ordinaria”, 95 per quella “straordinaria” e 20 per il Covid.
Per quanto riguarda l’utenza maschile, 40 posti si trovano presso ”Il Samaritano”, 45 tra il dormitorio di via Spagnolo, via Fedeli e via Mulino Nassar, 8 in via Volta, 5 a Milonga, 4 alla Casa Solidale, 8 nelle unità abitative, 4 a Casetta, 4 presso la Comunità dei Giovani, 10 al Self Help, 24 alla Ca’ d’inverno in via Corbella, 18 alla struttura in San Zeno in Monte, 18 al Centro Cooperazione Giovanile Internazionale alla Casa Bertoni in via Mazza, 25 presso il Convento dei Frati di San Bernardino, 10 Ca’ Burana. Oltre a questi, se ne aggiungeranno presto altri 95.
Per quanto riguarda l’utenza femminile, ci sono 10 posti all’asilo notturno di via Molise, 2 alla Pia Opera Ciccarelli, 5 in via Galilei e 4 e a Nassar.
A coordinare il tutto, lo Sportello Unico Accoglienza, che si occuperà anche di filtrare le numerose richieste in base al possesso o meno, per le persone extra comunitarie, di un permesso di soggiorno.
Per quanto riguarda l’assistenza medica, sarà attivo anche quest’anno l’ambulatorio al Tempio Votivo, che oltre allo stato di salute generale valuta eventuali contagi da Covid 19. Si tratta di un servizio frutto del progetto universitario Sentinella, sostenuto da una raccolta fondi nella quale la cittadinanza veronese si è dimostrata molto generosa.

S.G.

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