CronacaSanità

I figli di madri contaminate da PFAS ricevono un’eredità tossica sin dal loro concepimento

Le Mamme No PFAS: "Queste sostanze pericolose vanno bandite al più presto"

Giovedì 21 aprile 2022, presso il tribunale di Vicenza, si è svolta un’altra udienza del “processo Miteni” durante la quale la dott.ssa Francesca Russo, Direttore Prevenzione, sicurezza alimentare, veterinaria della Regione Veneto, ha confermato quello che già purtroppo sapevamo: Miteni era a conoscenza della pericolosità delle sostanze che produceva almeno sin dal 2000, quando ha iniziato un biomonitoraggio sui lavoratori dipendenti ricercando e trovando anche a concentrazioni elevatissime PFAS nel loro sangue. Ha inoltre dichiarato che in “area rossa” la mortalità e l’incidenza di alcune patologie correlabili all’esposizione a PFAS è maggiore rispetto ad altre aree venete in cui lo stile di vita e le condizioni della popolazione sono del tutto simili. Russo ha sottolineato più volte che l’unica differenza per l’area rossa è la pesante contaminazione da PFAS e che quindi potrebbe proprio essere questa la causa degli eccessi di mortalità e prevalenza di determinate patologie nella popolazione maggiormente esposta. 

Ha dichiarato anche che, se la ricerca di PFAS nel sangue della popolazione residente in area rossa fosse stata fatta già a partire dalla scoperta della contaminazione, nel 2013, probabilmente i valori riscontrati sarebbero stati ancora più elevati di quelli estremamente allarmanti riscontrati nel primo campionamento iniziato nel 2015 e che ha portato poi alla realizzazione del Piano di sorveglianza sanitaria iniziato dalla Regione Veneto nel 2017. 

La dott.ssa Russo ha anche confermato come gli studi scientifici internazionali dimostrino che queste sostanze pericolose vengono trasmesse dalla madre al bambino fin dal concepimento attraverso la placenta. Quindi noi stiamo lasciando ai nostri figli un’eredità tossica che non avremmo certo voluto lasciare. Qualcuno è responsabile di questo e il processo al quale stiamo dando il nostro contributo ha proprio lo scopo di accertare chi dovrà essere condannato per questo, perché quel che sta succedendo qui in Veneto non si ripeta in altre popolazioni.

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