CronacaSanitàVerona

Inquinamento dell’aria: dal movimento PFAS.land dubbi sul comunicato della Regione Veneto

"Non crediamo che i "tecnici" che hanno redatto questo documento siano gli stessi dell'Arpav che hanno consegnato i dati ambientali ai NOE e alle autorità del territorio coinvolto""

Il comunicato della Regione Veneto emesso lunedì 2 maggio 2022 dall’Ufficio Comunicazione della Giunta Regionale del Veneto – Ambiente ha fatto storcere il naso al movimento PFAS.land che ha subito avanzato dubbi sulla veridicità delle tesi emerse.

Il comunicato della Regione inizia con la frase: «I tecnici della Regione Veneto hanno diramato la nota che segue». “Non crediamo che questi “tecnici” siano gli stessi tecnici dell’Arpav che hanno consegnato i dati ambientali ai NOE e alle autorità del territorio coinvolto, – spiegano dal movimento anti inquinamento – Dati che sono espressi nella nota del 9 marzo 2022 emessa dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Treviso. Nessuno di questi “tecnici” arriverebbe a scrivere: «Non è mai stato rilevato alcun inquinamento da Pfas nell’atmosfera del Veneto» – «… in particolare all’area di Legnago (Verona)» – «… non hanno dato evidenza di alcun trasferimento di inquinanti nella matrice aria». Userebbero altre parole, scientificamente precise. È molto più probabile che queste righe siano state scritte da altri tecnici che con la scienza ambientale hanno poco a che fare e che probabilmente hanno a che fare con la scienza della comunicazione. Infatti i dati degli uni sono in aperta contraddizione con i dati degli altri, come dimostrato dalla nostra nota di ieri. Chiediamo ai “tecnici” ARPAV di fare chiarezza su questo comunicato che mette in dubbio la loro autorità e rinnoviamo l’invito alla verifica sui post combustori e sulle emissioni in aria di tutti i camini che trattano i PFAS nella nostra Regione, compresi quelli potenzialmente messi in programma per le nuove linee degli inceneritori di Padova e Fusina”.

“Verosimilmente, – conclude PFAS.land Veneto – la nota della Regione Veneto sembra invece una scientificamente inappropriata risposta “comunicativa” a una legittima richiesta “tecnica””

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