Cronaca

Mamme NoPfas: “Miteni ha sottratto documentazione fondamentale agli organi di controllo”

Nuova udienza in tribunale a Vicenza nell’ambito del processo a carico di 15 ex manager di Miteni.
Con la prosecuzione dell’esame del Maresciallo Manuel Tagliaferri, sono stati acquisiti nuovi elementi fondamentali a sostegno dell’impianto accusatorio. 
È per esempio emerso come Miteni abbia omesso di inviare agli enti competenti per i controlli ambientali tutta una serie di rapporti di prova (sia di laboratori interni, sia esterni come Agrolab e Chelab) che dimostrano come il C6O4 e il GenX siano stati ricercati dall’azienda ben prima del giugno 2018, data del ritrovamento in falda da parte di ARPAV. Dunque l’azienda ha sottratto, secondo quanto accertato dal Noe, agli organi di controllo fondamentale documentazione relativa alla presenza di questi inquinanti nelle acque.

Nella sua deposizione il maresciallo Tagliaferri ha altresì precisato che, anche se la produzione ufficiale di C6O4 è partita nel 2013, in realtà la sostanza veniva già prodotta in impianti pilota dal 2011 su incarico di Solvay (dato che corrisponde a quanto già dichiarato dal dott. Polesello di Ispra nella sua testimonianza sulla presenza di questa sostanza nei campioni prelevati proprio da Ispra nel 2011).

L’ultima parte della deposizione ha riguardato l’attività del prof. Giovanni Costa, medico del lavoro di Miteni dal 1989 al 2016.
Come accertato dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Treviso, il prof. Costa partecipò per conto di Miteni a moltissimi meeting internazionali sui PFAS, ed era in contatto con i più grandi produttori mondiali di queste sostanze (DuPont, 3M, Solvay). Grazie a questi contatti privilegiati, il prof. Costa era informato degli studi sulla pericolosità dei PFAS condotti in varie parti del mondo molto tempo prima rispetto alla data in cui i risultati sono stati resi noti ufficialmente. Così ad esempio risulta provato che Costa fosse informato delle problematiche dello stabilimento DuPont in West Virginia già nell’agosto 2004, quando invece gli esiti del C8 Science Panel vennero resi noti solo nel 2009.

Impressionanti infine i dati rinvenuti nella documentazione del professore e relativi alle analisi sul siero dei lavoratori
Uno dei lavoratori (il cui nome non è stato reso noto) aveva il valore più alto trovato in assoluto: 91.900 ng/ml. È deceduto nel 2006. Un altro aveva 76.500 ng/ml. È deceduto nel 2002.

Così si è conclusa la deposizione del M.llo Tagliaferri: con dei dati che ci hanno fatto rabbrividire, e ci motivano ulteriormente a lottare per l’accertamento delle responsabilità. 

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