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Scomparso il regista Filippo Crivelli. A Verona esordì al Filarmonico

È scomparso ieri a Milano, all’età di 93 anni, il regista Filippo Crivelli. Nella stessa città, dove nacque nel 1928, studiò e mosse i primi passi come assistente di grandi registi d’opera e prosa come Visconti e Zeffirelli. A partire dal 1958 firmò importanti produzioni in Italia e all’estero, affiancandovi una ricca ed eclettica attività comprendente anche cabaret e televisione.
A Verona esordì nel 1979 al Teatro Filarmonico curando la regia di Simon Boccanegra, uno dei capolavori di Verdi meno rappresentati nella città scaligera, con un cast di primo piano (Bruson, Rinaldi, Cecchele, Ghiuselev, direttore Roberto Abbado). Nel 1983 debuttò all’Arena con il gran ballo Excelsior di Romualdo Marenco, con Carla Fracci e Gheorghe Iancu, scene e costumi di Giulio Coltellacci e coreografie di Ugo Dell’Ara. Il successo fu tale da riprendere lo spettacolo anche nel Festival 1984, con le stesse étoile.

Lungo oltre vent’anni e sempre con collaboratori di prestigio, Filippo Crivelli è tornato più volte al Filarmonico come regista di spettacoli lirici quali Giovanna d’Arco di Verdi, Don Pasquale di Donizetti (due allestimenti), La Vedova allegra di Lehár e Il Barbiere di Siviglia di Rossini (debutto veronese di Vittorio Grigolo).

Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico di Fondazione Arena di Verona, esprime il cordoglio proprio e di tutti i lavoratori della Fondazione con queste parole: «A nome di tutti i lavoratori della Fondazione Arena di Verona mi unisco al ricordo di Filippo Crivelli con commozione e gratitudine. Fu lui il primo regista d’opera con cui lavorai come protagonista nella memorabile Luisa Miller allestita per la vittoria del Concorso Callas. Di quello spettacolo, che lanciò altri giovani artisti in gara, resta indelebile traccia: in quella produzione, come in tutta la sua carriera, Crivelli unì la profonda conoscenza dei testi e il rispetto degli autori ad una personale e ineguagliabile verve, che l’hanno reso insuperato narratore nel repertorio buffo e leggero, con gusto e misura, ancora oggi».

S.G.

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