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50mila firme per riaprire le attività di acconciatura ed estetica nelle zone rosse e rimodulare i sostegni

Iraci Sareri: “Solo 28 imprese su 100 potranno accedere al contributo"

Autorizzare le imprese di acconciatura ed estetica ad aprire nelle zone rosse, massima determinazione nella lotta all’abusivismo dilagante, aumentare le risorse per i contributi a fondo perduto e rivederne i criteri di assegnazione per evitare discriminazioni. Sono le richieste presentate al ministro per gli Affari Regionali e Autonomie, Mariastella Gelmini, da una delegazione delle imprese del settore aderenti a Confartigianato, Cna e Casartigiani, insieme alla simbolica consegnadelle oltre 50mila firme raccolte con una petizione promossa per sollecitare l’intervento del Governo a favore di un comparto che conta, a livello nazionale, oltre 150mila imprese e più di 300mila addetti.

“In provincia di Verona parliamo di 2.775 attività – spiega Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona –, che danno lavoro a 5.263 addetti, e che hanno sempre assicurato la rigorosa osservanza dei protocolli igienico-sanitari e non è un caso che saloni di acconciatura e centri estetici non ci risulta abbiano rappresentato fonte di contagio. L’organizzazione e le modalità di svolgimento dei servizi di acconciatura ed estetica, inoltre, in virtù del sistema di prenotazione adottato, non provocano assembramenti”.

“La chiusura delle attività in zona rossa – aggiunge Carolina Calmetta, Presidente di Confartigianato Benessere Verona –, alimenta la piaga dell’abusivismo generando gravi danni economici alle imprese regolari, già stremate dalla crisi e favorendo la diffusione dei contagi a causa della non applicazione dei protocolli e delle misure di sicurezza”.

Le Confederazioni artigiane, inoltre,hanno chiesto al Governo di modificare i criteri previsti nel Decreto sostegni per l’erogazione dei contributi a fondo perduto.

“Dall’analisi sulla contabilità delle imprese associate – conclude il Presidente Iraci Sareri – emerge che il 94% delle attività di acconciatura ed estetica ha accusato, l’anno scorso, una perdita media del fatturato del 25%. Con la soglia del 30% del calo dei ricavi soltanto 28 imprese su100 potranno accedere al contributo, una evidente discriminazione nei confronti di migliaia di imprese. Ampliare la platea dei beneficiari e incrementare la dotazione di risorse per gli indennizzi rappresentano l’unica risposta allo stato di incertezza e di malessere delle imprese e per scongiurare la condanna a morte di molte attività”.

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