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Ingegneria dei sistemi medicali: nasce un nuovo corso di laurea a Verona

Al via già dal prossimo anno accademico il corso triennale inter-ateneo

E’ nato il nuovo corso di studio triennale proposto dalle Università di Verona, Trento, Modena e Reggio Emilia per dare risposta alle esigenze del sistema sanitario e industriale dell’asse del Brennero. L’obiettivo del corso di laurea in sistemi medicali per la persona, di cui l’Università di Verona sarà capofila, è quello di fornire adeguata formazione per sviluppare dispositivi e tecnologie biomedicali, implementare servizi sanitari di assistenza e cura della persona e gestire strumentazioni sanitarie e servizi informatici e di telecomunicazioni per la sanità. 

Il percorso accademico, con accesso libero, porrà l’attenzione sulle tecnologie emergenti, come algoritmi di controllo ed elaborazione dati e intelligenza artificiale con sistemi interconnessi tra loro, quali dispositivi indossabili, robot e macchinari dedicati.
Affronterà inoltre gli aspetti biomedici, etici, psicologici e giuridici della nuova professione.

Il piano di studi si baserà quindi sia sulle classiche materie dell’Ingegneria dell’informazione (analisi matematica, geometria, fisica, informatica, elettronica e meccanica), sia su quelle dell’Ingegneria biomedica (chimica, fisiologia, strumentazione biomedica e medicina), integrate da insegnamenti di robotica e controllo di dispositivi remoti e autonomi e dell’apprendimento automatico.
Ai fini formativi, sono previsti anche laboratori pratici e collaborazioni con aziende del territorio.

Laureati e laureate in Ingegneria dei sistemi medicali potranno supportare il personale socio-sanitario e le persone malate nell’utilizzo delle strumentazioni e nel trattamento dei dati per prevenzione, diagnosi e trattamento terapeutico.

La domanda di formazione ha trovato riscontro anche negli studi di settore a livello nazionale e internazionale. Gli sbocchi occupazionali sono promettenti: dalle aziende pubbliche e private del settore biomedico, farmaceutico e biotecnologico, ad ospedali e case di cura, centri riabilitativi e residenziali per persone anziane e con patologie croniche.

Il nuovo corso di laurea sarà attivo dal prossimo anno accademico 2021/2022, come annunciato oggi in sala Barbieri di Palazzo Giuliari, sede del rettorato dell’ateneo scaligero, alla presenza del magnifico rettore Pier Francesco Nocini, del delegato alla Didattica, Federico Schena, e di Paolo Fiorini, docente di Robotica e referente del corso.
In collegamento anche i rettori dell’Università di Trento, Flavio Deflorian, e dell’Università di Modena-Reggio Emilia, Carlo Porro

Il magnifico rettore Nocini, il delegato alla didattica Schena e il docente Fiorini.
Il magnifico rettore Nocini, il delegato alla didattica Schena e il docente Fiorini.

Alla realizzazione del corso di studio concorrono la Scuola di Scienze e Ingegneria e la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Verona, il dipartimento in Ingegneria industriale e il dipartimento in Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università di Trento e, per l’Università di Modena e Reggio Emilia, la Facoltà di Medicina e Chirurgia e i dipartimenti di Ingegneria “Enzo Ferrari”, Scienze fisiche, informatiche e matematiche e Scienze e metodi dell’ingegneria, coordinati attraverso la Scuola di Ingegneria.

Alla conclusione del percorso universitario di tre anni viene conferita la laurea in “Ingegneria dei sistemi medicali per la persona” con il titolo congiunto: nel diploma saranno riportati i nomi delle tre università e le firme di rispettivi rettori e rettrici.  

Decisivo il sostegno della Fondazione Cariverona, che ha finanziato tre ricercatori a tempo determinato che saranno impegnati nel percorso formativo.  

SG

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