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Legnago: grande partecipazione al’incontro sulle disposizioni anticipate di trattamento

Un evento organizzato dall'Associazione Family Day, patrocinata dal Comune di Legnago

Venerdì 7 febbraio alle ore 20:45 si è tenuta in sala civica una conferenza sulle disposizioni anticipate di trattamento organizzata dall’Associazione Family Day, patrocinata dal Comune di Legnago. Hanno partecipato l’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, l’Associazione medici cattolici italiani, il Centro Aiuto vita, il Centro femminile italiano, il Consultorio familiare cattolico.

A relazionare era stato invitato il Dottor Massimo Gandolfini che poche ore prima ha dovuto annullare la sua presenza per un impegno familiare urgente è problematico. Al suo posto è intervenuto alla conferenza un avvocato referente per Brescia dell’Associazione Family Day, che presenzia spesso agli incontri pubblici assieme al dott. Gandolfini.

Ha moderato l’incontro l’avv. Francesca Caloi. Il relatore, l’avvocato Piercarlo Peroni dell’associazione Family Day, è partito dalla Costituzione Italiana e dalla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo per giungere poi alla convenzione di Oviedo ed all’attuale testo delle DAT, ha fatto un’importante disamina dei termini coma, stato vegetativo, morte cerebrale. Ha poi spiegato la distinzione tra accanimento terapeutico e insistenza terapeutica e ha portato a conoscenza del diritto al non accanimento terapeutico e al diritto al ricorso alle cure palliative per controllare il dolore. Purtroppo però solo per il 25% delle persone vengono usate le cure palliative, per le quali è prevista pure l’assistenza domiciliare per l’applicazione della terapia.

Le cure palliative sono poco applicate perché lo Stato stanzia pochi fondi per queste cure che sono evidentemente più costose di un’ interruzione del trattamento o di una iniezione letale (con conseguente morte), ma assicurano al malato cure adeguate perché lo scopo è accompagnare il malato con un percorso il più possibile sereno verso una morte inevitabile, ma non provocarla. Purtroppo le disposizioni anticipate di trattamento previste dalla legge non prevedono il preventivo confronto col medico. Inoltre si è passati dal termine dichiarazione a quello di disposizione per il quale non è prevista una preventiva riflessione col medico anche se poi sono vincolanti per quello che dovrà curare.

Idratazione e alimentazione nelle DAT vengono considerate trattamenti sanitari e non cure e quindi rientrano tra gli elementi di cui si può disporre l’interruzione accompagnando alla morte il paziente tramite la sedazione profonda. È in questo punto delicato in particolare che la Corte Costituzionale (ordinanza 207 del 2018) ha recentemente individuato la via italiana all’eutanasia omissiva.

Al termine della relazione è stato dato spazio alle interessanti domande del pubblico.

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