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Soave Guitar Festival 2025: presentata la 24esima Rassegna della Chitarra Elettrica ed Acustica da Collezione

Il Soave 2025 Guitar Festival, giunto alla sua 24ª edizione e intitolato “In memoria di Marcel Dadi”, si prepara a celebrare un’icona della musica blues: B.B. King. Il 2025 segna il centenario della sua nascita, un’occasione speciale per rendere omaggio a un artista che ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo della chitarra e della musica.

Per celebrare questo importante anniversario, il festival ha scelto di dedicare a B.B. King la chitarra protagonista del poster dell’evento: la “Lucillecaster”. Questo strumento unico sarà messo in palio e assegnato a un fortunato partecipante dei concerti serali. L’estrazione del numero vincente avverrà al termine del concerto di domenica 27 aprile.

L’artista Renzo Pagliani ha saputo catturare l’essenza del blues e la straordinaria storia di B.B. King attraverso le immagini e i colori del poster del festival customizzando la chitarra. La sua opera evoca le atmosfere dei campi di cotone, luogo di nascita del blues, e ripercorrono il percorso artistico e umano di questo leggendario musicista, dai suoi umili inizi ai prestigiosi Grammy Award e alla Laurea Honoris Causa.

Il Soave 2025 Guitar Festival offrirà un programma ricco di eventi per tutti gli appassionati di chitarra e musica blues. Oltre ai concerti serali, sono previsti seminari, mostre di chitarre da collezione e incontri con artisti di fama internazionale.

La manifestazione si svolgerà nei classici momenti:

– Mostra/mercato della chitarra, presso il Palazzo del Capitano, Via G. Camuzzoni, 8

                   (venerdì, sabato e domenica, con apertura dalle 10.30 alle 18.00 ed ultimo

                   termine di ingresso alle ore 17.00).

– Seminari di studio, presso la Chiesa di S. Maria del Monte dei Padri Domenicani, Via

                   Castello Scaligero, 4/B (venerdì, sabato e domenica, con il programma

                   riportato più sotto)

https://www.visitverona.it/it/luoghi/chiesa-dei-padri-domenicani

– Concerti serali, presso l’Auditorium “Comm. Luigi Pasetto” della Cantina Rocca Sveva,

                    Via Covergnino, 7 (venerdì, sabato e domenica, con inizio alle ore 21.00 e

                    con il programma riportato più sotto).

Cantina di Soave: Borgo Rocca Sveva Auditorium

Di seguito viene riportato il programma articolato nelle diverse giornate.

VEN 25/04/2024 SEMINARI

10.30/11.30 Dario Fornara

11.30/12.30 Muriel Anderson

15.00/16.00 Francesco Loccisano& Marcello De Carolis

16.00/17.00 Alberto Lombardi

VEN 25/04/2023 21:00:00 CONCERTO

Palma Cosa

Pedro Javier González

The Webb Sisters

John Jorgenson’s Electric Band

Tommy Emmanuel

SAB 26/04/2024 SEMINARI

10.30/11.30 John Jorgenson& The Webb Sisters

11.30/12.30 John Jorgenson& The Webb Sisters

15.00/16.00 Palma Cosa

16.00/17.00 Laurence Juber

SAB 26/04/2023 21:00:00 CONCERTO

Dario Fornara

Francesco Loccisano& Marcello De Carolis

Laurence Juber

John Jorgenson& The Webb Sisters

Tommy Emmanuel

DOM 27/04/2024 SEMINARI

10.30/11.30 Pedro Javier González

11.30/12.30 Tommy Emmanuel

15.00/16.00 Walter Donatiello

16.00/17.00 Walter Donatiello

DOM 27/04/2023 21:00:00 CONCERTO

Alberto Lombardi

Muriel Anderson

Laurence Juber

Pedro Javier González

Tommy Emmanuel & friends

Importante: I programmi dei seminari e dei concerti potrebbero subire variazioni solo per cause di forza maggiore non imputabili alla nostra volontà.

SOAVE GUITAR FESTIVAL

Brevi cenni storici di Pierpaolo Adda

Il festival nasce dalla passione di Pierpaolo Adda, ideatore e direttore artistico dell’evento, per la chitarra, strumento che lo ha sempre entusiasmato e del quale fin dagli anni ’80 è stato collezionista, nonostante la sua storia musicale sia quella del batterista, con la buona sorte di esserlo stato per il gruppo veronese “I Kings”.

Nel 1991, scambiando qualche idea con un suo amico, questa volta vero chitarrista e, come lui, collezionista, pensò che sarebbe stato bello mostrare alla gente comune, quella che magari non ha mai suonato ma che apprezza la musica, i loro strumenti e quelli di qualche altro amico che sapevano possedere qualche bel esemplare.Questo amico – al secolo Marco Gasparini – abitava a San Giovanni Lupatoto ed era in ottimi rapporti con la locale amministrazione comunale. Non gli fu difficile farsi dare la disponibilità della Sala Civica, nella quale, per due anni di seguito, i due amici misero in mostra per due weekend un centinaio di chitarre, accogliendo parecchio pubblico e tanti altri collezionisti che, saputo della nuova iniziativa, vennero a trovarli dalle provincie vicine. La manifestazione fu denominata “Vintage

L’anno seguente (1992) i due amici organizzarono a chiusura dell’evento, presso il teatro Astra dello stesso paese, un seminario-concerto serale, nel corso del quale Pierpaolo illustrò al pubblico le caratteristiche di una quindicina di chitarre allineate sul palcoscenico, chitarre che vennero suonate, per confermare tali caratteristiche da Marco stesso e gli amici Rudy Rotta e Tolo Marton.

Il 1993, a seguito del terremoto politico seguito a Tangentopoli, non si fece niente, perché sembrò non ci fossero di fatto interlocutori politici disponibili ad occuparsi della loro passione.

L’anno dopo, e siamo così nel 1994, Pierpaolo Adda pensò che sarebbe comunque stato bello riprendere il filo della manifestazione, magari portandola in un luogo più attraente. Ne parlò allora all’amministrazione comunale di Soave, suo luogo di nascita e di residenza, ed ottenne la disponibilità del piano terreno del palazzo municipale per ospitare la mostra e della chiesetta medioevale di S. Maria del Monte dei Padri Domenicani per tenervi un concerto conclusivo.

Il risultato, grazie anche ad un discreto battage pubblicitario (manifesti in tutta Verona e comuni limitrofi a Soave e qualche intervista nelle nostre radio e televisioni), fu davvero incoraggiante, con buon afflusso di pubblico, quasi tutto di veri appassionati.

A questo punto (e così arriviamo al 1995, anno che costituì il punto di svolta della manifestazione) Pierpaolo si chiese se non fosse giunto il momento per dare a “Vintage” la possibilità di diventare un evento di rilevanza almeno regionale, se non addirittura nazionale. Puntò così a realizzare un altro sogno, che in prosieguo di tempo fu il motore di tutto lo sviluppo dell’evento. Volle con tutte le sue forze riuscire ad invitare a Soave uno dei due chitarristi del gruppo inglese “The Shadows”, formazione soprattutto strumentale che fin dal 1960 influenzò tutti gli appassionati di chitarra. La scelta era tra cercare di invitare Hank Marvin, il solista, o Bruce Welch, il chitarrista ritmico. Fu subito scartato il primo, anche se a malincuore, quando si scoprì cherisiedeva stabilmente a Perth, in Australia, per cui, anche se avesse accettato di venire, non ci sarebbe certamente stata la capacità economica di pagargli voli e ospitalità. Con Bruce Welch, che invece abitava e abita tuttora a Richmond on Thames, appena fuori Londra, dopo alcune schermaglie dovute alla sua ovvia diffidenza nei confronti di un “Signor Nessuno” (Pierpaolo) che gli chiedeva di venire in Italia, tutto andò bene, perché, dopo alcuni fax e un’ultima di tante telefonate, Bruce accettò la proposta e venne insieme alla sua compagna.

Non appena, sempre attraverso le normali vie (stampa, radio e TV locali) e  in più con l’aiuto determinante della rivista specializzata “Guitar Club” si sparse la voce che Bruce Welch degli Shadows sarebbe venuto a Soave, si mobilitarono gli associati al “Cliff & TheShadows Fan Club d’Italia”, ai quali sembrò di toccare il cielo con un dito quando seppero che avrebbero potuto incontrare uno dei loro miti, per cui vennero in grande quantità, presentandosi anche formalmente guidati dal loro presidente Marco Ceselli. La voce dell’arrivo di Bruce Welch varcò anche i confini italiani per giungere presto in Francia. Fu così che un giorno Pierpaolo fu raggiunto al telefono da Marcel Dadi, il più famoso chitarrista fingerstyle d’oltralpe, il quale gli disse che, se era vero che Welch sarebbe arrivato, anche lui voleva essere della partita, purché gli fossero coperti i costi. Ovviamente Pierpaolo disse di sì, e fu così che i sogni in corso di realizzazione furono due… e veramente pesanti! Pesanti però anche sotto il profilo economico, perché le entrate non furono sufficienti a coprire le uscite. Ciò causò l’uscita di scena di Marco Gasparini, il vecchio alleato, non disponibile a perdere denaro, anche se a fronte di sogni avverati.

Pierpaolo decise comunque che l’avventura, così come si era svolta, era stata entusiasmante e valeva senz’altro la pena di essere proseguita. E così l’anno seguente organizzò tutto da solo, cambiando nome all’evento, che non si chiamò più “Vintage” ma “Soave Guitar Festival”. E ciò perché sembrò che, essendo l’orientamento sempre più volto a portare a Soave chitarristi di grande livello, la mostra delle chitarre, e cioè il “Vintage” vero e proprio, non sarebbe più dovuto essere il fulcro dell’eventoper divenire invece una sezione di un tutto che meglio sarebbe stato rappresentato dal concetto di “Festival”.

Arriviamo così al 1996, quando sia Bruce Welch che Marcel Dadi si dissero disponibili a tornare, con la proposta, da parte di Marcel, di coinvolgere anche la ADGPA (Atkins-Dadi Guitar Players Association), un’associazione che faceva capo a lui e al grande Chet Atkins, stella americana del più raffinato fingerstyle. Tale associazione mi avrebbe consentito di avere altri ottimi chitarristi italiani e francesi, tutti disponibili ad esibirsi al solo patto di avere le spese di ospitalità coperte. Dissi di sì, e anche questa edizione si concluse felicemente. Occorrerà arrivare qualche anno dopo a Tommy Emmanuel per vedere, sempre in quello stile, l’evoluzione pressoché definitiva. Marcel infatti era un interprete legato soprattutto al linguaggio di Merle Travis, più basilare, per quanto di straordinario effetto, rispetto a quello di Chet Atkins, estremamente raffinato, che costituisce la cifra stilistica di Tommy.

Con Marcel Dadi il fingerstyle fece il suo ingresso trionfale a Soave e, possiamo dirlo con certezza, in Italia, perché non si era mai visto nessuno nel nostro Paese suonare con quella tecnica e a quel livello di perfezione.Alla grande emozione che il chitarrismo di Marcel Dadi suscitò in tutti gli appassionati si aggiunse anche la bella sorpresa di avere, grazie all’amicizia di Pierpaolo conDodi Battaglia, ben noto chitarrista dei Pooh, il trio “Le chitarre d’Italia”, formazione nata da un progetto artistico che Dodi stesso stava sviluppando con Franco Mussida (P.F.M.) e Maurizio Solieri (Vasco Rossi). Grande la loro performance!

Il dramma fu però la notizia, giunta poche settimane dopo la conclusione di questa edizione, che l’aereo sul quale Marcel Dadi volava per tornare dagli Stati Uniti (era appena stato a Nashville) in Francia era esploso sul cielo di Long Island. Fu una vera tragedia, sotto ogni profilo. Comunque il festival andò avanti, cercando nuovi orizzonti anche stilistici.

Dal 1997Pierpaolo decise che ogni edizione sarebbe stata dedicata alla memoria di Marcel Dadi e, proprio allo scopo di solennizzare questa scelta,riusci a portare a Soave il grande Larry Corryel, che conobbe all’Olympia di Parigi in occasione di una serata organizzata nell’autunno del ’96 in memoria di Marcel, e un’altra stella della chitarra: Albert Lee, uno dei chitarristi country più apprezzati ed influenti al mondo, che, accompagnato da “Luca Olivieri e TC Band”, ci fece capire quanto perizia  sensibilità occorrono per suonare ad alto livello qual tipo di musica. Anche Franco Cerri, nostra stella della chitarra jazz, si unì a noi, e portò in palcoscenico l’eleganza della sua musicajazz.

Albert tornò anche nel 1998, edizione alla quale partecipò pure un altro grande interprete: Mick Abrahams, primo e indimenticato chitarrista dei “Jethro Tull”, un bluesman pieno di anima e tecnicamente ineccepibile.

L’anno seguente (siamo nel 1999) fu quello di un’ulteriore crescita, che portò definitivamente il Soave Guitar Festival agli onori delle cronache nazionali ed internazionali. Infatti, dopo aver scritturato quel mito della chitarra elettrica che risponde al nome di James Burton, il leggendario chitarrista di Elvis Presley che ne caratterizzò l’attività dal 1969 al 1977 (anno della morte di Elvis), e Jerry Donahue, uno specialista assoluto della chitarra country-rock, Pierpaolo ebbe la fortuna, dietro suggerimento di Bruce Welch, di incontrare a Londra Tommy Emmanuel, arrivato fresco dall’Australia e desideroso di costruirsi una nuova carriera in Europa e negli Stati Uniti. Tommy fu invitato, chiarendogli che avrebbe ricevuto la migliore ospitalità possibile ma nessun compenso monetario (non ce lo potevamo permettere!).

Tommy in palcoscenico fu un pugno in faccia a tutti! Nulla per lui appariva impossibile, e tutto sembrava facile per le sue dita! James Burton stesso, che a Soave lo vedeva per la prima volta, ebbe a dire che, piuttosto che salire sul palcoscenico dopo di lui, ogni chitarrista intelligente avrebbe fatto meglio a tagliarsi le dita!Tommy tornò anche nel 2000 e nel 2001.

Nel 2000 il festival ebbe per compagni di avventura una delle più belle coppie di amici musicisti che può capitare di incontrare nella vita. Si tratta di Thom Bresh (figlio del leggendario Merle Travis, cui accennavamo parlando di Marcel Dadi), potente chitarrista-cantante-intrattenitore, e Buster B. Jones, un vero fulmine con la chitarra a corde di nylon.

Nel 2001 l’ospite principale, da Tommy Emmanuel assai rispettato e amato, fu invece Nokie Edwards, il solista di “The Ventures”, il più famoso gruppo strumentale americano negli anni ’60. Con lui furono pure in cartellone altri grandi talenti: Laurence Juber, già col gruppo “The Wings” di Paul McCartney, Stephen Bennett, uno specialista della harpguitar, strumento molto praticato verso la fine del 1800, che conta tuttora notevoli interpreti negli USA, e ancora una volta Rudy Rotta, il nostro grandissimo e purtroppo compianto bluesman.

Nel 2002, riacquisiti Tommy Emmanuel che portò pure suo fratello Phil, Stephen Bennett e Luca Olivieri e TC Band, dopo averne smontato le resistenze nel corso del Winter NAMM Show ad Anaheim, USA, Pierpaolo riusci ad arruolare un altro ‘pezzo da novanta’. Si tratta di John Jorgenson, chitarrista e polistrumentista tra i più rispettati negli Stati Uniti. Fu, con Chris Hillman (ex Byrds) membro fondatore della famosissima “The Desert Rose Band”, fondatore e animatore di “The Hellecasters” con Jerry Donahue e Will Ray, e per molti anni chitarrista di Elton John. Inoltre si esibì per la prima volta a Soave anche una formazione spagnola, destinata a diventare un classico del festival e una garanzia di qualità e gradimento per il pubblico. Si tratta del “Pedro Javier González Trio”, un gruppo formato da tre straordinari musicisti di Barcellona, bravi, bravissimi!!

Aggiungiamo un grandissimo Franco Cerri e Raf Montrasio, mai dimenticato chitarrista di Renato Carosone, Anita Camarella e Davide Facchini, coppia nella musica e nella vita; e poiValerie Duchateau, grande chitarrista classica francese, il Bermuda Acoustic Trio, gruppo vocale e strumentale italiano di grande impatto scenico, e Christina Lux, raffinata cantante e chitarrista tedesca; e poi il jazzista Simone Guiducci e Andrea Palazzo, grande esponente della nuova scuola elettrica napoletana. In conclusione possiamo senz’altro dire che questa edizione vantò uno dei cartelloni più ricchi della storia del festival.

Anche l’edizione2003 fu densissima di presenze, con il ritorno di Dodi Battaglia, che presentò il suo CD solista “D’assolo”; il ritorno di John Jorgenson e l’arrivo di un grandissimo Tony McManus, chitarrista celtico di assoluta eccellenza, e dell’incredibile e funambolico Johnny Hiland, che, accompagnato da Luca Olivieri e la sua band, diede a tutti una lezione indimenticabile di chitarrismo country. Ciliegina sulla torta fu il mitico Raf Montrasio, già chitarrista di Renato Carosone.

Unica pecca fu la scelta, per dare più spazio ad un pubblico sempre più numeroso, di utilizzare una tensostruttura, che chiamammo “PalaFender”, perché, mentre il risultato in termini di posti  a sedere fu ovviamente meraviglioso (900 seggiole!), l’acustica si rivelò un disastro!

Con il 2004, oltre a Tommy Emmanuel, arrivano Muriel Anderson da Nashville, e, dalla Gran Bretagna, Brendan Crocker, un eccentrico ma geniale artista, già membro dei “Nottinghillbillies” di Mark Knopfler, e con lui un funambolico JonGomm. Dall’Italia si aggiunseMassimo Varini, una presenza che da allora diventerà un classico. In quell’anno iniziammo la realizzazione di un DVD celebrativo, con il meglio dei concerti serali.

Il 2005 vide grandi ritorni (ormai erano gli artisti a chiedere di essere richiamati, nonostante il festival assicurasse a tutti solo viaggi e ospitalità, dato che, anche per la decisione di Pierpaolo di non cercare sponsor per aver libertà di indirizzo artistico, non c’erano i mezzi economici per pagare cachet agli ospiti). Ecco allora John Jorgenson (questa volta però, in aggiunta alla ormai nota versione elettrica, anche con il suo quintetto di Gipsy Jazz), Johnny Hiland, Stephen Bennett, Pedro Javier González Trio e due novità dalla Germania: la cantautrice Christina Lux (bella… ha fatto innamorare molti!!) e il chitarrista classico Rainer Rohloff.

Anche Franco Mussida (PFM) apparve all’improvviso, fuori cartellone, per presentare un suo nuovo programma di didattica musicale. Tenne su questa materia un seminario e suonò pure in un concerto serale. Purtroppo al momento in cui gli fu chiesto di firmare l’autorizzazione a comprendere la sua esibizione nel DVD che avremmo allestito, la negò, con nostra grande delusione!

Per il 2006 (decennale della scomparsa di Marcel Dadi) inaugurammo una bella tradizione in collaborazione con Casale-Bauer Spa, azienda importatrice delle chitarre Fender. Questa azienda mise a disposizione da questa circostanza e poi ogni anno fino alla interruzione del festival, due chitarre Stratocaster che Pierpaolo fece decorare con immagini che costituivano il tema dell’edizione. Una, bene in vista sul poster, venne posta in palio tra il pubblico partecipante ai concerti  e l’altra rimase all’archivio del festival. Bene, si scelse, dopo 10 anni dalla scomparsa, di ricordare Marcel Dadi, e la chitarra fu decorata con la sua immagine.

Tra gli ospiti dell’edizione spiccano ancora una volta Tommy Emmanuel, giunto a Soave con la cantante-chitarrista Lizzie Watkins, a quel tempo sua compagna, Laurence juber e altri amici già noti al nostro pubblico, tra cui Valerie Duchateau, la chitarrista classica francese che Marcel portò a Soave prima di morire, e che sembrò la presenza d’oltralpe più degna di ricordarlo.

L’edizione 2007 costituì il coronamento di un sogno di Pierpaolo, che era avere a Soave un vero fenomeno musicale residente ad Austin, in Texas. Si tratta di Monte Montgomery, cantante, chitarrista e compositore di qualità eccelsa, capace di emozionare anche una statua di marmo! Dopo quattro anni di insistenze, finalmente Monte arrivò, accompagnato da Brian Andrew Lee, un altro cantante-chitarrista texano suo grande amico. Altri ospiti di grande spessore furono Carl Verheyen, chitarrista, tra l’altro, dei Supertramp, e il nostro Beppe Gambetta.

Il 2008 fu un altro anno ricco di grandi presente: Tommy Emmanuel con Lizzie Watkins, Monte Montgomery (con noi per il secondo di cinque anni in fila!), Laurence Juber, Muriel Anderson e, per la prima volta, Frank Vignola, conosciuto pochi mesi prima ad Anaheim e immediatamente arruolato, con il suo quintetto di raffinatissimo swing. Anche Frank diverrà un classico del festival.

Anche l’edizione 2009 ebbe un cartellone di grande prestigio, con alcune ragguardevoli nuove presenze: Greg Koch, Marcio Rangel (un chitarrista brasiliano mancino che suona utilizzando al rovescio una chitarra destrorsa), The BendyPastorious Group (John Bendy alla chitarra, Felix Pastorious , figlio di Jaco, al basso e Virgil Howe, figlio di Steve degli “Yes” e recentemente deceduto, alla batteria).

Il 2010 fu dedicato ai 50 anni da quando The Shadows registrarono “Apache”, un successo mondiale, ma soprattutto l’inizio di una nuova stagione per la musica giovane, che da quel momento vide la formazione “tre chitarre e batteria” divenire lo schema cui si rifece la maggior parte di chi voleva fare musica e mettere in piedi un complessino. Pete Huttlinger, un grande chitarrista americano, anch’egli purtroppo morto negli scorsi anni, fu una vera rivelazione, sia sotto il profilo tecnico che umano. Una persona meravigliosa!

Nel 2011, 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ritenemmo giusto decorare la chitarra del poster con un’immagine delle “Frecce Tricolori” sul corpo, e la riproduzione dell’incontro di Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II sul battipenna. Per dare grande spessore alla parte artistica richiamammoAlbert Lee col suo gruppo “The Hogan’s Heroes”, e poi Laurence Juber, Frank Vignola, Monte Montgomery, Pedro Javier González Trio, arricchendo il cast con i nostri Paolo Sereno, Bermuda Acoustic Trio, Massimo Varini e il bravissimo gruppo romano Bjorn.

E arriviamo così al 2012, cioè al canto del cigno, perché qui si chiuse la prima meravigliosa avventura del, a giudizio di molti, più bel festival chitarristico d’Europa. Pierpaolo annunciò a tutti che quella sarebbe stata l’ultima edizione, e così fu.

Per lasciare comunque un buon ricordo del festival fu organizzato un cartellone di assoluto prestigio, imperniato sulla prestigiosissima partecipazione di Tommy Emmanuel.

Le ragioni che convinsero Pierpaolo Adda a smettere furono banali da un punto di vista, ma fondamentali da un altro. Si rese infatti conto che tanti problemi pratici, che fatalmente sorgono quando si gestisce una macchina come un festival, se vengono affrontati da tutti coloro che li possono governare remando nella stessa direzione diventano sciocchezze, perchési risolvono e si va avanti. Quando invece gli stessi problemi vengono visti, se ne discute, ma chi ha potere (sto parlando del potere politico-amministrativo) per risolverli si volta dall’altra parte, allora anche una persona piena di entusiasmo e voglia di fare, si ritrova solo, perde la pazienza e dice basta! E questo è ciò che avvenne.Tommy Emmanuel fece un lungo discorso per convincere il Sindaco di allora ad intervenire concretamente per rimuovere tanti ostacoli e fargli così cambiare idea, ma furono parole al vento.

Non appena si sparse la voce che Soave non aveva più il festival, Pierpaolo fu contattato, attraverso amici comuni, dall’Amministrazione Comunale di Vicenza, che lo convinse a provare a continuare la manifestazione in quella città.Lui lo fece volentieri, anche perché le sedi offerte furono del massimo prestigio (Basilica Palladiana per la mostra-mercato delle chitarre, Teatro Olimpico e Teatro Comunale per i concerti) ma, dopo il primo anno, decise di fermarsi, perché, mentre gestire un evento di questa portata in un paese dove conosceva tutti era relativamente agevole, farlo in una città, dove non si sapeva mai quale fosse l’ufficio comunale o la persona competente per decidere qualcosa, la conduzione si rivelò stressante al punto da convincerlo a fermarsi definitivamente.

Con l’edizione vicentina del 2013 finisce perciò la prima parte della storia del Soave Guitar Festival.

Nel 2023 Matteo Pressi, nuovo Sindaco di Soave, decise che riprendere il percorso di questo evento sarebbe potuto diventare una grande opportunità culturale e promozionale per la nostra cittadina, fresca dall’essere votata “Borgo dei borghi 2022”. Chiese perciò a Pierpaolo di riaccendere quella fiamma malauguratamente spenta nel 2012, garantendogli che tutta l’Amministrazione Comunale stavolta sarebbe stata dalla sua parte.

Così il 2023 fu speso nell’organizzare l’evento che, nonostante 12 anni di assenza, nel 2024si presentòal pubblico con un cast prestigioso: John Jorgenson, J2B2, Frank Vignola, Vinny Raniolo, Annie Sellick&PatBergeson, Clive Carroll con DariushKanani, Pedro Javier González Trio, Massimo Varini, Anita Camarella e Davide Facchini, Dario Fornara, Djangology 4tet, Roberta Gennuso e Stefano Vivaldini. La risposta del pubblico fu digrade entusiasmo, stimolandoci ad andare avanti per fare sempre meglio.

E arriviamo così al 2025, che nei giorni 25-26-e 27 Aprile vedrà svolgersi la prossima edizione, che possiamo affermare, senza tema di essere smentiti, sarà indimenticabile!

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