Alla ricerca del pasticciotto più buono d’Italia con Gisela

Come la maggior parte degli italiani, con l’arrivo dell’estate pianifico un viaggio verso luoghi che amo o che desidero visitare, seguendo passioni e desideri personali.
Negli anni, ho coltivato e nutrito fino a ricercare nel dettaglio l’eccellenza per i miei : alcuni selezionatissimi dolci. Così mi sono recata in Puglia alla ricerca del pasticciotto che potesse regalarmi la sensazione di aver finalmente raggiunto il mio personale “Santo Graal”.
Il pasticciotto è un dolce nato nel 1745 grazie a un pasticcere leccese che, per non sprecare gli avanzi di pasta frolla e crema pasticcera del giorno precedente, decise di infornarli insieme creando una piccola torta. Il dolce divenne immediatamente un successo e il simbolo per eccellenza del Salento, terra dove ogni pasticcere tramanda la propria ricetta, rendendo ogni pasticciotto unico.
Una sera, quasi per caso, il titolare dell’alloggio dove pernottavamo ci racconta di una piccola pasticceria che produce pasta fresca e pasticcini rigorosamente fatti a mano, secondo la più autentica tradizione pugliese. Così, dopo una giornata di mare, ci siamo diretti nel centro di Leverano, dove si trova questa piccola bottega.
Leverano è uno splendido borgo medievale nel cuore del Salento, a pochi chilometri dal mare di Porto Cesareo. Il suo centro storico si sviluppa in un dedalo di vicoli lastricati con l’antico basolato, cortili nascosti e case a corte.
Con nostra grande sorpresa, il paese ospitava la 12ª edizione del Concorso Internazionale di Arte Floreale: una mostra con le creazioni dei grandi maestri floreali provenienti da ogni parte del mondo. Un borgo trasformato in un immenso giardino traboccante di fiori e colori, davanti al quale persino Alice nel Paese delle Meraviglie sarebbe impallidita. Più di 300 maestri, dall’Armenia al Giappone, dalla Polonia agli Stati Uniti, passando per la Slovenia e il Kazakistan, esponevano le proprie opere.
Ogni stradina, ogni nicchia e ogni rientranza dei muri ospitava una composizione: da semplici bouquet a vere e proprie sculture floreali. Opere d’arte a tutti gli effetti, firmate dagli artisti o dalle scuole che le avevano realizzate e, spesso, accompagnate da messaggi che dicevano sì alla pace e no a ogni forma di violenza, compresa quella di genere.
In mezzo a questo piccolo paese arriviamo alla bottega Antichi Sapori, dove veniamo accolti dalle due titolari, Oriana e Rossella. Due sorelle così unite da somigliarsi persino nei gesti e nell’abbigliamento, tanto da rendere visibile quel legame familiare che nel Nord Italia, purtroppo, si vede sempre più raramente: genuino, sincero e antico, proprio come quel luogo magico.
Io fingo con disinvoltura di voler assaggiare qualcosa, ma in realtà ho già individuato l’oggetto dei miei desideri. È lì, dentro una teca di vetro: una forma ovale perfetta, una cottura impeccabile e una dimensione generosa, di quelle che non ti fanno desiderare subito il secondo. L’ho trovato. È lui.
Una pasta frolla a cottura perfetta che racchiude una crema quasi setosa, nella quale si percepisce il sapore delle uova fresche. Dolce al punto giusto, ma nemmeno “dietetica”. Insomma, la perfezione che cercavo. E da qui nasce il dovere di condividerla con voi.
Oriana e Rossella ci raccontano con orgoglio la storia che ha reso grande la loro famiglia. Dalla nonna Rosa, che coltivava il grano, alla mamma Iolanda che, nel 1998, insieme a papà Totò, che si occupava di fornire la farina migliore, decise di trasformare quella materia prima in pasta fresca artigianale.
Un amore tramandato alle figlie, che oggi continuano con passione l’attività di famiglia, custodendo ricette e tradizioni che prendono vita ogni giorno nella loro bottega “Antichi Sapori” Leccesi.
La cucina italiana è la cucina degli affetti. Trasmette memoria, cura, relazioni e identità; racconta storie di famiglie e comunità attraverso il cibo che ha reso grande la nostra Nazione, la prima al mondo ad aver ottenuto il riconoscimento di Patrimonio dell’UNESCO. Un riconoscimento che non celebra semplicemente i piatti, ma il loro valore culturale, la convivialità e la straordinaria biodiversità del nostro Paese.
Abbiamo proseguito la nostra giornata passeggiando tra autentici capolavori floreali. Giunti al Chiostro di Santa Maria delle Grazie, oggi gestito, insieme all’annesso Istituto San Francesco, dall’Ordine dei Frati Minori di Lecce, siamo rimasti senza parole. ArteFlorando aveva ricoperto l’intero interno del chiostro con composizioni di profumatissimi lilium che rendevano ancora più suggestivo questo luogo sacro.
Il Concorso Internazionale è curato dalla Ivan Bergh Floral School, che si distingue per il suo approccio artistico e progettuale. I partecipanti, organizzati in team, realizzano installazioni floreali originali capaci di coniugare creatività, ricerca estetica e grande competenza tecnica.
I primi tre classificati:
1° posto: Aleksandra Flak (Polonia)
2° posto: Sergei Iunisov (Slovenia)
3° posto: Eleonora Allegretti (Italia)
Nella mia vita non avevo mai visto nulla del genere e credo sia un’iniziativa degna della città dove vivo, chiamata anche ” Bomboniera d’Italia” e qui mi viene spontaneo lanciare una provocazione: Che ne dici, Verona? Quando organizzi anche tu un evento così?
Gisela Rausch Paganelli Farina



