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“Diamoci una scossa”: l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata porta i segreti della rianimazione a scuola

Oltre 300 studenti di 7 istituti superiori hanno ottenuto la certificazione BLSD esecutore grazie a questo progetto

Riportare i giovani al centro della scena e sfruttare la loro voglia di mettersi in gioco per farli crescere e renderli maggiormente consapevoli della loro importanza all’interno della collettività. E’ anche da queste premesse che è nato il progetto «Diamoci una scossa: la rianimazione nelle scuole» con il quale l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata ha divulgato la cultura del Basic Life Support e della defibrillazione precoce (BLSD) nelle Scuole Secondarie di secondo grado. Un’iniziativa dal grande valore civico che ha avuto il patrocinio del comune di Verona dell’Ufficio VII d’Ambito Territoriale di Verona (MIUR Veneto) e dell’Italian Resuscitation Council (IRC).

«La nostra iniziativa – spiega il dottor Luca Dal Corso, infermiere dell’U.O.C. Chirurgia Generale e dell’Esofago e dello Stomaco e  ideatore del progetto – nasce da una revisione della letteratura che abbiamo compiuto lo scorso anno e che ha dimostrato come nell’anno della pandemia si sia assistito ad un aumento delle patologie a carico dell’apparato cardiovascolare e di conseguenza ad un aumentato rischio delle morti cardiache sul territorio. Noi che abbiamo a cuore la sensibilizzazione sulle pratiche della rianimazione cardiopolmonare allora ci siamo chiesti come poter essere d’aiuto ai colleghi della centrale operativa del 118 qualora sul territorio ci si trovasse di fronte ad una situazione di emergenza. Di conseguenza abbiamo pensato a chi chiedere aiuto e abbiamo subito pensato di rivolgerci ai giovani della nostra città».

«Abbiamo pensato di rivolgerci a loro –  prosegue Dal Corso – perché rappresentano la vitalità intrinseca  perché, durante la pandemia, sono stati i silenziosi esecutori dei decreti ministeriali, della didattica a distanza, non si sono mai ribellati a regole che andavano contro la loro stessa natura. I ragazzi, in qualche modo, andavano rimessi al centro della scena pubblica. Con questo progetto il mondo degli adulti vuole rendere onore ai giovani e mettere in luce quanto siano importanti all’interno della società. Importanti a tal punto che decidiamo di mettere nelle loro mani la parte più importante che appartiene alla società che è la salute stessa dei concittadini».

Con «Diamoci una scossa: la rianimazione nelle scuole» oltre 300 studenti di 7 istituti superiori veronesi hanno ricevuto la certificazione all’uso del defibrillatore. Una vera e propria scossa che nemmeno gli organizzatori si aspettavano. «Immaginavamo che questo progetto potesse riscuotere l’interesse dei ragazzi – sottolinea Dal Corso – ma non con questi numeri e con tutte queste adesioni. Grazie al comune di Verona e in particolare all’assessorato alle Politiche Giovanili erano stati stanziati fondi per 100 accreditamenti BLSD ma la risposta dei ragazzi è andata oltre le aspettative così, anche grazie alla disponibilità dei dirigenti scolastici, il progetto è cresciuto a dismisura triplicando i numeri che avevamo ipotizzato inizialmente. Un successo che ha messo in luce come la decisione di puntare sui giovani sia stata una scelta di sicuro vincente».

«Anche le istituzioni hanno accolto con molto favore la nostra iniziativa – ha aggiunto il dottor Simone Sebastiani, medico dell’U.O.C. Chirurgia Generale e dell’Esofago e dello Stomaco  – a partire dall’Azienda Ospedaliera, che ci ha fornito tutto il supporto necessario, e dal comune di Verona. Grazie alla cooperazione dell’assessorato alle politiche giovanili e dell’Ufficio Scolastico provinciale, diretto dal provveditore Sebastian Amelio, abbiamo potuto entrare nelle scuole della nostra città. Da non dimenticare neppure l’apporto scientifico dell’IRC, Italian Resuscitation Council, che si è fatta portavoce insieme a noi dell’importanza della divulgazione della rianimazione cardiopolmonare a livello del territorio e non solo fra i sanitari».

«I giovani – ha evidenziato Sebastiani – sono stati entusiasti di partecipare a questo progetto. Ci hanno martellato di domande dall’inizio alla fine durante la parte teorica e sono stati assolutamente propositivi anche nella parte pratica. Da parte nostra speriamo che le pratiche di rianimazione cardiopolmonare facciano parte del bagaglio di conoscenze di tutti, e non solo dei sanitari. In caso di un arresto cardiopolmonare quasi sempre a intervenire nell’immediato è un cittadino comune per cui è importante che chiunque possa sapere come comportarsi. I ragazzi stessi ci hanno chiesto che questa formazione diventi obbligatoria». «E’ stato importante coinvolgere i giovani in questo progetto – prosegue – perché rappresentano il nostro futuro ed una volta preparati potranno mettere a frutto quanto imparato in caso di necessità».

Grazie all’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata dunque Verona può vantare un nuovo importante primato, è la prima città in Italia in cui gli studenti di tutte le scuole superiori hanno ottenuto l’accreditamento BLSD esecutore.

«Per questa prima edizione del progetto – spiega Dal Corso – ci siamo rivolti ai ragazzi delle classi quinte delle scuole superiori che sono già maggiorenni o lo diventeranno entro fine 2022. Dalle indicazioni che abbiamo ricevuto negli ultimi mesi, però, “Diamoci una scossa” potrà presto essere esteso a tutti gli over 16 che ne faranno richiesta. Ma non finisce qui perché presto un nuovo progetto coinvolgerà anche i bambini della primaria».  Perché non è mai troppo presto per prendersi cura degli altri.

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