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Giokai: in partenza il primo percorso residenziale breve per vincere l’azzardopatia

Si svolgerà dal 5 al 13 marzo nella struttura riservata del Centro Servizi "Gambaro Ivancich" di Oppeano

Giokai-Insieme in gioco è un servizio innovativo dedicato ad aiutare chi ha un problema con il gioco d’azzardo ideato e sviluppato in collaborazione tra la Cooperativa Sociale GAV e l’Associazione Indipendenze di Verona, con il contributo del Dipartimento Dipendenze della ULSS9 Scaligera.

Giokai punta all’innovazione del trattamento grazie all’unione e combinazione di più approcci terapeutici: prevede infatti la sperimentazione di un’offerta riabilitativa (quella residenziale) che in Italia conta su pochissime esperienze simili e in Veneto non era stata ancora realizzata.

«È per noi un piacere annunciare che, nel rispetto delle normative Covid-19 e dell’attuale situazione pandemica, sabato prossimo 5 marzo avrà inizio la prima edizione del percorso residenziale breve per Disturbo da Gioco d’Azzardo Giokai presso la nostra struttura residenziale nel Centro Servizi “Gambaro Ivancich”»: così comunica Francesco Albertini, presidente della Cooperativa GAV – Giovani amici Veronesi, che da oltre 50 anni accoglie ed aiuta persone con problematiche psichiatriche e fragilità sociali legate alle dipendenze.

Il percorso residenziale breve Giokai avrà durata di 9 giorni in full immersion: un lasso di tempo che si inserisce nella vita dei pazienti senza troppa difficoltà organizzativa o lavorativa, ovvero senza dover rischiare di perdere il lavoro, doversi giustificare o chiedere lunghi periodi di malattia.

Si tratta di un’esperienza intensiva in cui i partecipanti, in gruppo, possono conoscersi, vivere insieme e lavorare attivamente in un luogo speciale, lontani dalla quotidianità e dagli stimoli del gioco.

«L’esperienza è creata per rappresentare una breve ed intensa parentesi nella vita delle persone, un percorso di maggior consapevolezza e di rinforzo motivazionale. La distanza dalla propria abitazione e dalla rete famigliare e sociale e la collocazione in una prospettiva diversa, lontana dall’abituale quotidianità, amplificano la possibilità per i pazienti di “prendere distanza dalla propria storia” per aiutarli a riscoprirsi oltre alla dipendenza. L’utilizzo di tecniche innovative, come Mindfulness, terapie incentrate sul corpo ed attività esperienziali, favorisce l’interruzione degli aspetti compulsivi legati alla dipendenza da gioco», ha dichiarato Giuseppe Cuoghi, Presidente di Indipendenze e coordinatore del team di psicologi, psicoterapeuti, educatori e psichiatra che collaboreranno nel progetto.

Saranno 6 i partecipanti a questa prima edizione: uomini e donne in un range di età compreso tra i 20 e i 60 anni con diverse tipologie di dipendenza da gioco, ma accomunati dalla volontà di condividere in gruppo un’occasione intensa di confronto e di riflessione sulla propria storia, lo stile di vita, i comportamenti disfunzionali e la qualità delle proprie relazioni.

Il progetto Giokai, oltre ai percorsi residenziali brevi, eroga percorsi individuali di cura per le persone con una dipendenza da gioco d’azzardo e per le loro famiglie. È prevista inoltre, se necessaria, la consulenza legale per la tutela del patrimonio, aspetto importante nelle problematiche di gioco.

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