
Riprendono le indagini archeologiche nel sito di Terranegra, uno dei luoghi di maggiore interesse per la ricostruzione delle più antiche fasi di popolamento del territorio legnaghese.
La nuova campagna di ricerca, condotta dall’Università degli Studi di Verona a seguito dell’autorizzazione ministeriale alla prosecuzione degli scavi, vede anche il sostegno della Città di Legnago che con l’avanzo di amministrazione approvato nel mese di luglio ha destinato quattromila euro all’attività di ricerca, e il contributo di ESU di Verona.
La campagna è stata presentata questa mattina a Terranegra alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni, del mondo della ricerca e delle realtà culturali e associative del territorio.
Oltre al sindaco Paolo Longhi e all’assessore alla Cultura, Gianluca Cavedo, per la Fondazione Fioroni sono intervenuti il presidente Luigi Tin e il direttore Federico Melotto; la curatrice del Centro Ambientale Archeologico Museo Civico, Silvia Bandera; il dirigente scolastico Gabriele Bernardinello; il presidente dell’associazione Terranegra Viva, Paolo Navarro e il direttore di ESU Verona Giorgio Gugole.
Il sito archeologico documenta una frequentazione molto antica dell’area di Terranegra, con testimonianze riconducibili al Bronzo recente e una successiva fase di occupazione, tra il VII e il V secolo a.C., riferibile ai Veneti antichi. Le nuove indagini consentiranno di approfondire la conoscenza dell’insediamento e del ruolo che questa parte della pianura ebbe nelle diverse epoche.
La ripresa degli scavi coincide inoltre con una novità destinata a dare un’identità più riconoscibile all’area archeologica. Grazie al coinvolgimento degli alunni della scuola primaria Ungaretti di Terranegra, il sito ha infatti assunto il nome di “Parco dei Paleoveneti. L’antichità sotto i piedi”, sintesi delle proposte elaborate dai bambini e del riferimento storico all’antico abitato.
Così il sindaco Paolo Longhi: «Quando, nella tarda età del Bronzo, l’Ulisse raccontato da Omero tornava da Troia verso Itaca, qui a Terranegra vivevano i Terramaricoli. E secoli dopo, tra il VII e il V secolo avanti Cristo, mentre Roma muoveva i primi passi della propria storia, Terranegra tornava ad essere abitata dai Paleoveneti, in una terra d’incontro tra il grande centro veneto di Oppeano e il mondo etrusco del Mantovano. Sono immagini che, forse più delle date, riescono a farci comprendere quanto siano profonde le radici di questo luogo».
«Terranegra – prosegue il primo cittadino – mi riporta anche indietro al 1985, quando ero un alunno della scuola Ungaretti e venni qui a vedere gli archeologi al lavoro. Più di quarant’anni dopo mi ritrovo nello stesso luogo, da Sindaco, davanti alle nuove sorprese che questa terra potrà restituirci, mentre altri bambini della stessa scuola hanno contribuito a darle finalmente un nome. È un piccolo filo che lega generazioni diverse attraverso la storia della stessa comunità. Sono convinto che, frammento dopo frammento, continueremo ad aggiungere nuovi capitoli alla storia di Legnago».
L’assessore alla Cultura Gianluca Cavedo dichiara: «Ringrazio l’Università di Verona, il ministero, ESU, la Fondazione Fioroni, le scuole, Terranegra Viva e tutti coloro che stanno contribuendo a questa nuova campagna, che già in passato ho avuto modo di seguire personalmente. Il Comune ha voluto sostenerla concretamente stanziando 4.000 euro. Investire nella ricerca archeologica significa conoscere e valorizzare le nostre radici, ma anche creare le condizioni perché un patrimonio rimasto per secoli sotto terra possa diventare sempre più patrimonio conosciuto e condiviso dalla nostra comunità».



