
Renzo Caponetti ha conosciuto da vicino la violenza degli estorsori, sa di cosa si tratta e di cosa sono capaci.
L’Associazione che presiede è infatti dedicata a Gaetano Giordano, un commerciante di Gela che venne freddato con cinque colpi di pistola il 10 novembre del 1992 perché si era rifiutato di pagare ” il pizzo”.
L’uccisione di Giordano -” doveva servire da esempio“-, così si espressero in sede processuale gli appartenente al clan mafioso, tra questi anche un minorenne.
Ma la sua morte, anziché sortire omertà e paura, fece nascere negli imprenditori un desiderio forte di cambiamento e così nel 2005 diedero vita a questa Associazione di cui Renzo Caponetti ne è il Presidente.
Oggi Caponetti vive sotto scorta, ha fatto della propria esperienza di vita una testimonianza attiva e coraggiosa da riportare alle giovani generazioni perché le organizzazioni criminali si combattono anche a scuola favorendo modelli culturali e modi di pensare lontani dalla miseria culturale e morale di cui si nutre il mondo della illegalità
E oggi ad ascoltarlo con viva attenzione sono gli Studenti delle classi terze e quinte del Marco Minghetti di Legnago, Istituto che ha fatto della cittadinanza attiva e responsabile una propria frontiera educativa.
La Scuola diviene quindi presidio capillare di legalità e se è vero, come è stato detto, che il peggior nemico della mafia è la scuola, gli Studenti del Minghetti sono parte attiva nel promuovere quel senso di appartenenza alla Comunità che accresce giorno dopo giorno, anche con iniziative come quella di oggi.



