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Concorso fotografico #acquaprotagonista: il regolamento fa discutere

La denuncia del fotografo professionista Corrado Tria: "Con un investo minimo diritti d'immagine in esclusiva su centinaia di foto"

“Acqua Protagonista”, il concorso fotografico promosso da Viveracqua, la società che riunisce i gestori idrici pubblici del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, fa discutere.  L’obiettivo del concorso è quello di promuovere tra i cittadini una maggiore consapevolezza del valore della risorsa acqua ma evidentemente poco importa di chi con quelle foto si guadagna da vivere e ci lavora.

“Ragionare sul regolamento di questo concorso – spiega il fotografo professionista Corrado Tria – è un’occasione per iniziare a parlare di fotografia intesa come lavoro e soprattutto come diritto d’espressione. Ho deciso di rifiutare di partecipare a questo concorso per le clausole inserite nel bando. Con un investimento minimo (2000 euro), infatti, gli organizzatori pretendono d’avere i diritti in esclusiva dell’immagine (salvo i “diritti d’autore”) non solo per le 3 foto vincitrici ma per tutte quelle che riceveranno”.

“Io sono un fotografo professionista e reputo la fotografia un linguaggio ancor prima di considerarla un lavoro – spiega Tria – Per questo, come altri colleghi, professionisti e fotoamatori studio come poter rendere immagine un’idea, un concetto o uno stato d’animo. Inutile girarci attorno, siamo in un’epoca dominata dall’immagine e, purtroppo, questa situazione viene sfruttata non sempre in modo etico. A tutto ciò dobbiamo aggiungere il fatto che lo studio della “lettura della fotografia” è ben lontano dall’essere insegnato di base negli istituti scolastici”.

“Negli anni – racconta il fotografo legnaghese – ho avuto modo di partecipare a vari “contest”, andati più o meno bene come è naturale che sia. Ho ottenuto anche risultati importanti mettendomi in gioco con concorsi internazionali vincendone anche qualcuno ma se c’è una cosa che ho sempre fatto e che consiglio di fare a tutti è quella di leggere nei dettagli le clausole del bando di gara. Perché? Spesso, l’entusiasmo e la possibilità di vincere e di poter dire “quella foto l’ho realizzata io” offusca la ragione. Alle volte capita che di fronte ad un investimento minimo da parte di chi lancia il bando si pretenda d’avere l’esclusiva dell’immagine. E’ quanto accaduto con il concorso fotografico “Vivereacqua”. I premi sono suddivisi:

-1000,00 euro per la foto vincitrice

-600,00 euro per il secondo posto

-400,00 euro per il terzo classificato”.

“Non ci sarebbe nulla di male, fino a qui. Quello che lascia basiti è il punto 8 del regolamento, quello che parla di “Diritti d’autore e utilizzo del materiale in concorso” e recita “Gli originali delle immagini inviate per il presente concorso rimangono di proprietà dell’autore che le ha prodotte. L’autore concede a titolo gratuito a Viveracqua ed ai gestori aderenti a Viveracqua il diritto in esclusiva di pubblicazione delle suddette immagini, a mezzo stampa o a mezzo di tutte le altre forme di riproduzione grafica. A titolo esemplificativo le immagini, anche se non assegnatarie di premi o menzioni, potranno essere utilizzate per la realizzazione di campagne informative/di sensibilizzazione e per attività relative alle finalità istituzionali o promozionali di Viveracqua e/o dei gestori stessi, con riproduzione su vari canali di comunicazione/formati (catalogo, pubblicazioni, depliant, opuscoli, siti internet, social ed ogni altro canale/formato non espressamente indicato), con citazione del nome dell’autore. Viveracqua e/o i gestori soci si riservano, per questo, la facoltà di richiedere in qualsiasi momento formati in alta risoluzione anche per fotografie non assegnatarie di premi.””.

“Stando a quanto scritto – sottolinea Tria – l’ente può ipoteticamente entrare in esclusiva in possesso di centinaia di immagini con un investimento di soli 2000,00 euro a discapito di coloro i quali hanno deciso di mettersi in gioco e hanno lavorato per confezionare le opere in gara. Personalmente ho provato anche a contattarli via mail (il recapito telefonico non si trova) per chiedere informazioni ma non ho ancora ricevuto risposta”.

“Le mie foto sono online – conclude il fotografo professionista – e il rischio che vengano utilizzate lo si corre quotidianamente ma qui, come ben evidente, il nocciolo della questione è un altro. Ci sono colleghi validissimi che parteciperanno, io ho deciso di non farlo pur conscio del fatto che la ricerca legata alla realizzazione dell’immagine che avrei presentato non è stata di poco conto. Certo, perdo un ipotetico premio ma preferisco utilizzare questa foto per altri concorsi e, soprattutto, sarò orgoglioso di poterla rendere pubblica senza cedere la sua esclusiva a nessuno”.

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