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“Rinasce” a Legnago il Museo Archeologico Romano

Legnago avrà il suo Museo archeologico romano, come sognato da Maria Fioroni.

E a coronare la visione della Signorina Fioroni, ci sarà anche un bistrot che sarà gestito dalla famiglia Scandogliero, proprietaria della “Locanda 4 ciacole” di Roverchiara, recentemente insignita della sua prima stella Michelin. Il nuovo Bistrot legato al Fioroni si chiamerà “Quattro ciacole al museo” e avrà il compito di rinforzare il concetto di comunità che si vuole creare attorno al nuovo polo museale.

Il progetto del nuovo Museo Archeologico romano è stato presentato nei giorni scorsi presso la “Sala delle ceramiche” della Fondazione Fioroni dal presidente della Fondazione Luigi Tin, dal direttore Federico Melotto, dal Sindaco Graziano Lorenzetti e dall’archeologa nonché curatrice del Centro Ambientale Archeologico Valentina Donadel.

Per realizzarlo è pronto un piano di investimenti da 300mila euro che partirà nella primavera del 2022 per concludersi nell’estate del 2023 e che concretizzerà il sogno di Maria Fioroni: un’esposizione stabile dedicata all’antichità romana, inizialmente installata negli anni ’60 in alcune sale del Museo, poi chiusa nel 2000 per lavori di adeguamento strutturale.

“Questo Museo andrà incontro a due esigenze”, ha sottolineato Melotto, “ovvero saldare il debito morale e storico nei confronti di Maria Fioroni e investire per costruire, perché la storia dal dopoguerra ad oggi ci dice che lo sviluppo economico se non poggia su basi culturali forti prima o poi crolla. E’ fondamentale puntare sul sistema culturale-formativo, perché è grazie ad esso che si formano le comunità. Lo dobbiamo anche a Legnago che ha un ruolo di centralità nella Pianura. Stiamo creando la più ricca concentrazione di patrimonio culturale della provincia di Verona per rispondere anche a una necessità scolastica del territorio, visto che il nostro polo museale ogni anno viene visitato da almeno 2mila studenti”.

“La chiusura del Museo archeologico romano negli ultimi 20 anni è stata una perdita enorme dal punto di vista storico”, ha confermato Donadel. “Ora si riparte con un Museo innovativo e digitalizzato, capace di raccontare la storia romana del territorio in modo diverso e coinvolgente, attraverso una visita interattiva e non passiva. Nel Museo saranno raccolti reperti che provengono da tutto il territorio della pianura”, ha spiegato Donadel. “che in epoca romana si distingueva per la produzione agricola e di laterizi. L’esposizione museale si articolerà in 3 sale principali, ciascuna dedicata a una tematica: alle attività produttive basate su un sistema centuriato e a quelle agricole del sistema delle ville, alla vita quotidiana nelle ville e alle necropoli. Nella sala principale è conservato il mosaico che proviene dalla villa di Venezia Nuova di Villa Bartolomea. Il pezzo forte del Museo sarà il balteo, un collare da parata in bronzo riservata ai cavalieri importanti, un esemplare unico nell’Italia Nord-Orientale: un pezzo simile esiste solo in Valle D’Aosta. Ci sarà anche una sala dedicata alla cittadinanza, per eventi e conferenze. Ricordo inoltre che la supervisione scientifica del progetto è curata dal Dipartimento cultura e civiltà dell’Università di Verona”.

Il presidente Tin, nel sottolineare che negli ultimi 20 anni il Museo archeologico romano “ha vissuto un periodo triste, di cui la Signorina Maria probabilmente avrebbe da ridire, avendo lei lasciato tutto in ordine”, ha ringraziato l’Amministrazione per il sostegno dato a tutte le iniziative della Fondazione, augurandosi che la nuova Cittadella della cultura, che nascerà grazie al progetto del Museo archeologico romano, “sia una delle concause che porteranno al successo la città”.

“Si è perso tempo ma ora si è arrivati a una congiunzione ideale di azioni comuni tra Amministrazione e Fondazione per dare una risposta al territorio a 360 gradi, con una realtà museale quasi unica”, ha concluso il Sindaco. “Oggi chiudiamo il cerchio: avevamo il pre-romano, il periodo dal Medioevo in avanti, il Risorgimento e le due guerre mondiali: mancava il periodo romano. Questa è un’azione talmente importante che abbiamo pensato di farla rientrare nella progettualità dei Patti Territoriali per ottenere dei finanziamenti”.

Quanto al Bistrot, potrebbe essere inaugurato già il prossimo anno, come anticipato da Marina Passigato, responsabile di sala della locanda della famiglia Scandogliero. Il locale sarà aperto per colazione, pranzo e cena.

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