Primopiano

Funivia Prada-Costabella: non solo panorami mozzafiato..

Frequento il Lago di Garda fin da bambina e, pur avendo sentito parlare spesso di questa funivia, non c’ero mai stata.

Quando ho letto che l’impianto storico era stato completamente rinnovato nel 2022, tornando così a collegare il versante meridionale del Monte Baldo, in un qualunque giorno di agosto io e il mio fotografo abbiamo deciso di venirci. Indossate scarpe comode e un abbigliamento adatto alla montagna, abbiamo raggiunto la piccola località di Prada.

Le persone disabili dal 100% e gli accompagnatori possono salire gratis, devono solo essere muniti della carta della disabilità ed eventuale documento che provi il diritto d’accompagnamento. Un po’ intimoriti, ci siamo accomodati sulla cestovia, dove si viaggia in piedi. Il personale, attento e disponibile, ha subito chiuso il cancelletto e siamo partiti.

 La sensazione iniziale è difficile da descrivere. Si sale sospesi, con il vuoto davanti agli occhi e un panorama che, metro dopo metro, diventa sempre più ampio e sorprendente.

 Sotto di noi si estendono interi prati segnati dalla secchezza della terra, punteggiati qua e là da alberi enormi carichi di bacche rosse, accanto a pini e abeti. E poi ci sono loro: grandi bovini, divisi per razza, con mantelli dalle diverse tonalità, in evidente ottima salute. Tutto sembra disposto con una perfezione quasi irreale, tanto da dare l’impressione di essere entrati in un quadro di Claude Monet.

 Provo a scattare qualche fotografia con il cellulare, ma mi rendo subito conto che è impossibile immortalare ciò che gli occhi stanno vedendo. Le immagini non riescono a restituire né la vastità del paesaggio né le sensazioni che ci attraversano. Posso solo dire che sono emozioni uniche, intense, e che meritano di essere vissute di persona.

 Arrivati al termine della prima tratta, troviamo subito il collegamento con la seconda tratta dove c’è una seggiovia. Ci accomodiamo e ripartiamo per affrontare l’ultimo tratto, quello che ci porterà sempre più in alto, fino alla vetta. Ad ogni stazione incontriamo personale accogliente e sempre pronto a dare una mano. E non possiamo fare a meno di sorridere vedendo diverse coppie viaggiare insieme al proprio cane, sia sulla cestovia sia sulla seggiovia.

Quando arriviamo in cima, e solleviamo gli occhi verso l’alto sembra di trovarci di fronte alla strada per il paradiso , una salita ripida tutta bianca, sterrata e impegnativa e sul cocuzzolo solo una baita che appare quasi come una visione. È il Rifugio Chierego, a 1.911 metri di altitudine.

Qui, quattro giovani e coraggiosi imprenditori di Garda Vr,  si sono aggiudicati la gestione della struttura, che portano avanti dal 2021 con grande dedizione, ognuno con il proprio ruolo: i due fratelli Fabio e Alberto Bullio, il cugino Carlo Battistoli e l’amico Nicolò Toffali. Ad accoglierci è Fabio, che ci fa accomodare a un tavolo sulla grande terrazza.

Davanti a noi si apre quella che potremmo definire una “cartolina tridimensionale”: il Lago di Garda in tutta la sua magnificenza, dalla sponda meridionale di Peschiera fino al Nord, verso Riva del Garda. Una vista talmente spettacolare che viene spontaneo pensare: il Paradiso può attendere.

 Grazie anche all’esperienza maturata dai due fratelli nel settore della ristorazione, il menù è ampio e curato nei minimi dettagli.

 Un po’ per l’appetito e forse anche un po’ per ingordigia, ordiniamo un antipasto con polenta, funghi e affettati, un piatto di canederli e uno stinco con patate fritte. Tutto è squisito, ma le porzioni sono davvero abbondanti e, nonostante i nostri buoni propositi, non riusciamo a finire tutto. Poi, però, vediamo passare accanto a noi due dolci che ci conquistano al primo sguardo: una fetta di cheesecake e una di Sacher.

 E naturalmente non possiamo rinunciare all’assaggio! Per fortuna, al momento di tornare verso la seggiovia, ci aspetta tutta discesa.

 Con un grande sorriso, Fabio ci racconta la storia e la gestione di questo luogo così particolare. Ci parla anche delle difficoltà affrontate, soprattutto dopo mesi di siccità e con i problemi legati all’approvvigionamento dell’acqua, ma lo fa con un ottimismo contagioso e con grande fiducia nel futuro.

 Ci racconta con orgoglio di come, all’inizio, la clientela fosse composta soprattutto da appassionati di bicicletta e di montagna. Poi, lentamente, grazie al passaparola, le presenze sono aumentate di anno in anno.

 Mentre parliamo, continuiamo a essere interrotti da persone che lo salutano per nome: qualcuno gli dà una pacca sulla spalla, qualcun altro gli sorride e gli dice semplicemente: «Ci vediamo domani». Sono piccoli gesti, ma raccontano molto più di qualsiasi recensione.

 Il rifugio è aperto tutti i giorni dal 1° aprile al 1° novembre, dalle 6:00 alle 22:00. Durante l’inverno l’attività prosegue nei fine settimana e nelle due settimane del periodo natalizio. 

Per chi desiderasse fermarsi a dormire, il rifugio dispone di 22 posti letto distribuiti in quattro camere, che vengono affittate per intero a famiglie o gruppi di amici, senza mescolare persone che non si conoscono nella stessa camera.

 E per chi vuole vivere un’esperienza ancora più particolare, organizzandosi per tempo è possibile prenotare una serata davvero speciale: nel pomeriggio una guida accompagna il gruppo in un’escursione, poi si cena al rifugio e, infine, quando cala la notte, si conclude la serata con l’osservazione delle stelle insieme all’Associazione Astrofili Veronesi. Purtroppo, però, non tutti possono raggiungere questo luogo magico.

 La salita finale è infatti impervia e impegnativa, lungo un sentiero sconnesso e sdrucciolevole, con una pendenza ed un fondo irregolare che rende impossibile accompagnare una persona in carrozzina.

Ce ne andiamo con una promessa: Fabio tenterà nuovamente di chiedere aiuto alla Regione affinché possa essere realizzata una via di accesso realmente fruibile da tutti.Perché luoghi così belli dovrebbero poter essere vissuti anche dalle persone più fragili.

 E forse è proprio questo uno degli aspetti più importanti del nostro viaggio: scoprire che dietro a un panorama mozzafiato ci sono persone, storie, sacrifici, sogni e il desiderio di rendere questo piccolo angolo di paradiso sempre più accessibile.
L’A.T.F. – Azienda Trasporti Funicolari del Baldo – è in prevalenza di proprietà della Regione, che ha fortemente voluto questo progetto.

Ed è proprio alla Regione e al suo Presidente Alberto Stefani che va il nostro ringraziamento per aver reso possibile questa esperienza

Ora non resta che augurarci che la possiate vivere anche voi, almeno una volta, perché la Funivia Prada-Costabella non regala soltanto panorami mozzafiato..

Gisela Rausch Paganelli Farina

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