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Addio a Morricone, autore di colonne sonore senza tempo

Il grande compositore italiano ha saputo conquistare il mondo

Ennio Morricone ha saputo conquistare il mondo. Credo si possa affermare che il Maestro, attraverso le sue indimenticabili partiture, abbia fatto la storia della musica grazie al cinema e anche la storia del cinema attraverso la musica.

Morricone è morto a 91 anni, dopo una carriera che conta ufficialmente oltre 600 titoli tra cinema e televisione, due Oscar – di cui uno alla carriera – tre Golden Globes e una quantità infinita di altri premi e riconoscimenti.
Come ha ben sintetizzato Marco Castoldi, «Ennio Morricone è stato senza dubbio il più grande musicista ‘italiano nel mondo’ della nostra epoca», e ancora «Perché è riuscito a sfondare? Perché ha trovato l’equilibrio perfetto tra la musica classica e il pop senza mai rinunciare all’una per l’altra.
Nella musica di Morricone c’è audacia, il suo approccio gli ha permesso di maneggiare sia la ‘canzonetta’ – trasformandola in un gioiello (Il cielo in una stanza, Se telefonando, Cuore, Il barattolo…) e sia il grande sinfonismo – rendendolo fruibile per tutti».
In 60 anni di attività, Morricone è diventato un tuttofare delle colonne sonore la cui identità era al servizio di un vero e proprio lavoro artigianale: come un abile sarto, sapeva vestire di suoni le immagini.
Ci si commuove di fronte al suo auto-necrologio nel quale, di suo pugno, esprime il desiderio di un funerale privato, perché «Non voglio disturbare». In questo suo ultimo scritto ha lasciato trasparire ancora una volta il suo carattere mite, riservato e la sua dolcezza attraverso gentili parole riservate agli amici più cari, ai figli, nipoti e verso la moglie Maria, sua compagna di vita per settant’anni.
La sua ultima composizione è “Tante pietre a ricordare”, brano per orchestra, coro e voce bianca, scritta in memoria delle vittime del crollo del Ponte Morandi di Genova. Il brano sarà eseguito per la prima volta dall’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, in occasione dell’inaugurazione del nuovo ponte progettato da Renzo Piano.

Nel maggio 2019, per due serate consecutive, ha calcato per l’ultima volta il palco dell’Arena di Verona, uno dei suoi palcoscenici preferiti, regalando al pubblico dell’anfiteatro un concerto indimenticabile. Durante le tappe del suo tour chiamato «Final concerts», un’intera orchestra e un coro di 75 elementi hanno dato il via a due ore e mezzo di concerto, dove il Maestro ha lasciato parlare solo la musica.
Morricone non era mai rivolto verso il suo pubblico, era costretto a dare le spalle per dirigere l’orchestra ma ne percepiva il calore e gli applausi. Anche noi dovremmo imparare a percepire il suo calore attraverso la musica, il suo più importante testamento. Perché un vero artista non muore mai. Lascia solo il palcoscenico. Fai buon viaggio Maestro Ennio Morricone. Grazie.

Lorenz Zadro

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