
Una serata unica, dedicata all’ultima mecenate legnaghese: la Signorina Maria Fioroni, che ha speso tutta una vita per ricostruire e proteggere la storia di Legnago. Un racconto bellissimo e poetico narrato sapientemente dal trio Melotto, Leo Frattini, Giovanna Tondini (ormai una garanzia!) con Pierangelo Bordignon che è andato in scena domenica scorsa 29 agosto.
“Ero ancora bambina quando nelle valli che si estendono a sud di Legnago vennero alla luce delle tombe romane. Fui felice quando, per le mie insistenze, potei avere un vasetto di vetro verde. Non permisi che fosse lavato. Da quel vasetto, che ancora conservo e da quella passione di bambina, ebbe origine il museo”, con queste parole che raccontano la nascita della passione per la storia di Maria Fioroni si è aperto lo spettacolo dedicato alla fondatrice del Museo che porta il suo cognome “Maria, l’ultima mecenate”.
“Dovremmo ammetterlo con onestà”, ha evidenziato il direttore del Fioroni Federico Melotto, nelle vesti anche di voce narrante “il pensiero che tutto abbia avuto inizio da un piccolo vasetto antico di colore verde, che ha plasmato un’esistenza intera dedicata alla ricerca, fatta di concreti enormi sforzi economici, quasi ci spiazza e ci coglie increduli, incapaci di comprendere. Eppure tutto iniziò così. Una bambina e quello strano oggetto che le sembrò provenire da un mondo lontano e fantastico, che le infiammò il cuore e la fantasia. La sua storia è talmente esemplare ed unica che non può che essere nata così, da un sogno di bambina”.







