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Legnago celebra l’“Ultima mecenate”: Maria Fioroni

Grande successo per la serata dedicata alla fondatrice dalla Fondazione

Una serata unica, dedicata all’ultima mecenate legnaghese: la Signorina Maria Fioroni, che ha speso tutta una vita per ricostruire e proteggere la storia di Legnago. Un racconto bellissimo e poetico narrato sapientemente dal trio Melotto, Leo Frattini, Giovanna Tondini (ormai una garanzia!) con Pierangelo Bordignon che è andato in scena domenica scorsa 29 agosto.

“Ero ancora bambina quando nelle valli che si estendono a sud di Legnago vennero alla luce delle tombe romane. Fui felice quando, per le mie insistenze, potei avere un vasetto di vetro verde. Non permisi che fosse lavato. Da quel vasetto, che ancora conservo e da quella passione di bambina, ebbe origine il museo”, con queste parole   che raccontano la nascita  della passione per la storia di Maria Fioroni   si è aperto lo spettacolo  dedicato alla  fondatrice del Museo che porta il suo cognome  “Maria, l’ultima mecenate”.

“Dovremmo ammetterlo con onestà”, ha evidenziato il direttore del Fioroni Federico Melotto, nelle vesti anche di voce narrante “il pensiero che tutto abbia avuto inizio da un piccolo vasetto antico di colore verde, che ha plasmato un’esistenza intera dedicata alla ricerca, fatta di concreti enormi sforzi economici, quasi ci spiazza e ci coglie increduli, incapaci di comprendere. Eppure tutto iniziò così. Una bambina e quello strano oggetto che le sembrò provenire da un mondo lontano e fantastico, che le infiammò il cuore e la fantasia. La sua storia è talmente esemplare ed unica che non può che essere nata così, da un sogno di bambina”.

Ultima di 6 figli di una famiglia della ricca borghesia di origini toscane, Maria si trasferì a Legnago quando aveva 5 anni. Iniziò da ragazza la sua passione per la storia antica, inseguendo gli agricoltori e collezionando dapprima i corredi funebri romani rinvenuti nelle valli durante le arature dei contadini, le armi risorgimentali dopo.
Con l’aiuto dell’amata sorella Gemma, rimasta vedova a 35 anni, non si stancò mai di rincorrere il suo sogno, nemmeno quando a 60 anni fu costretta a scappare in Brianza con tutti i reperti del Museo dopo che le SS avevano occupato Palazzo Accordi.
Il suo sogno si concretizzò il 15 luglio 1955 quando donò alla costituenda Fondazione Museo Fioroni le sue intere collezioni e buona parte del patrimonio di famiglia per il mantenimento del Museo Fioroni.
Nel 1959 decise inoltre di creare a Legnago una biblioteca pubblica, inaugurata nel 1964 nelle ex rimesse e stalle del palazzo.
L’instancabile dedizione di Maria alla città di Legnago e alla storia è stata riconosciuta e premiata con la sua nomina a Cavaliere e Commendatore della Repubblica e con la medaglia d’oro del Ministero dell’Istruzione per i benemeriti della cultura e dell’arte.

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